Amalia Bonagura, fate bianche per una sera nell’antica Capua

Amalia Bonagura, fate bianche per una sera nell’antica Capua

Enzo Battarra

Antonio Bonagura

Antonio Bonagura

- La parola Spartaco evoca un mito di libertà, ma anche di solidarietà, di cooperazione. La Libreria Spartaco porta quindi un nome leggendario e da anni a Santa Maria Capua Vetere, l’antica Capua della Scuola dei Gladiatori, tiene incontri letterari e conversazioni culturali. È stato un luogo appropriato per presentare il romanzo di Amalia Bonagura Il paese delle fate bianche, pubblicato da Erudita Perrone Editore.

Libro e scrittrice sono stati i protagonisti dell’appuntamento del ciclo “Scrittori in carta e ossa. Una sera con…” nella Libreria Spartaco (via Martucci, 18). Accoglienza, valorizzazione delle diversità, integrazione sono alcuni degli argomenti salienti su cui è imperniata la storia.

Ha introdotto l’autrice Daniela Borrelli. Le letture sono state a cura di Antonio Bonagura e Loretta Cester.

IL LIBRO
La vita scorre tranquilla ad Alma, piccola gemma incastonata tra i monti, e qualcuno non esiterebbe a dire addirittura “felice”. Perché Alma è un unico cervello e un’anima sola, un magico amalgama di nervi e sangue in cui tutti vanno nella stessa direzione, quella corretta del buon vivere, del senso civico, del rispetto delle regole e del prossimo, Alma è un unico, sfolgorante sorriso, un grande pranzo collettivo in allegria. Parte da qui la storia di questo paese immaginario la cui tranquillità viene all’improvviso sconvolta. Una frana si abbatte sulla valle lasciando incolume, ma completamente isolato, il paese in cima alla montagna. Tutto il resto viene distrutto.
Ma qualcos’altro succede ad Alma: qualcosa di abnorme e non è la furia della natura, è un elemento estraneo, sconosciuto, incomprensibile che scatena reazioni impreviste. Il microcosmo collassa, implode quell’unico fascio di nervi e sangue davanti allo straniero che arriva da valle, lacero, ferito, inerme e muto. Cresce la follia, la farneticazione collettiva, tutto si concentra sull’estraneo perché lui è il pericolo, lui è il nemico che minaccia la stessa esistenza di Alma.
Pregiudizi, presunzione, intolleranza, paura, incapacità di accogliere chi è diverso da noi. Alma è un luogo immaginario, ma diventa il nostro luogo, il nostro paese, la nostra casa.

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