Carmen, una spagnola a Parigi. Finale da profondo rosso

Carmen, una spagnola a Parigi. Finale da profondo rosso

(Beatrice Crisci) – È come affacciarsi da un balcone a Parigi e vedere da lassù la vita che si svolge a Siviglia. Il coreografo Fredy Franzutti ha visto così la sua “Carmen”, la tragica storia della sigaraia spagnola vista con gli occhi di un francese. Anzi di più francesi, partendo da Prosper Mérimée, autore del racconto, passando attraverso Georges Bizet, autore della celeberrima opera lirica, aggiungendo anche altre composizioni musicali di Isaac Albéniz, uno spagnolo formatosi a Parigi, e di due francesi doc, Emmanuel Chabrier e Jules Massenet.

C’è dunque tanto gusto parigino in questa “Carmen” messa in scena al Teatro Comunale di Caserta dalla compagnia del Balletto del Sud. E soprattutto – come ha confermato lo stesso Fredy Franzutti nel suo intervento che ha fatto da prologo allo spettacolo – c’è la Spagna vista con gli occhi dei francesi, la cultura iberica letta nei suoi stereotipi: i toreri, le nacchere, i ventagli.

“Carmen” in questa bella versione del Balletto del Sud diviene prima ancora che spettacolo di danza un’apoteosi di colori, con quei costumi vivaci, con quel ritmo incalzante, con le grandi scene molto pittoriche.

“Carmen” è storia di passione, di amore e morte, di ribellione. Brava Nuria Salado Fusté nei panni scomodi dell’eroina, bravi anche Carlos Montalvan Tovar nella parte del giovane soldato José e Alexander Yakovlev nel ruolo del capitano delle guardie Zuniga. Prorompente per presenza scenica il torero Escamillo, ovvero Alessandro De Ceglia, splendido esempio di barocco leccese. Funzionale allo spettacolo Francesca Bruno, interprete di Micaela, il primo amore di José. E poi c’è lui, Stefano Sacco, il casertano ventenne che ha strappato applausi e sorrisi. È un picaro nel primo atto, un vero e proprio monello, pronto a cimentarsi in un virtuoso assolo. Poi, nel corso dello spettacolo si trasforma in uno zingaro e poi in un torero. Insomma, il giovane ballerino made in Caserta si mostra in tutta la sua versatilità. Ed è lui il più espressivo del gruppo, con una forte mimica facciale, con una gestualità che è danza ma che è anche teatro. Insomma, un ballerino-attore, un talento della scena. Tanta la simpatia irradiata.

L’ultimo atto è particolarmente tragico. Tutto cade in un profondo rosso. Ma un attimo dopo ecco i ballerini salutare il pubblico ed ecco gli spettatori tributare un più che legittimo e festoso applauso. Tutti gli interpreti lo meritano, ma Stefano Sacco sa di giocare in casa e sorride, sorride al pubblico.

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