Caserta, alla scuola Dante Alighieri l’Invalsi non fa più paura

Caserta, alla scuola Dante Alighieri l’Invalsi non fa più paura

Maria Beatrice Crisci

Schermata 2018-11-04 alle 18.17.46- La professoressa Enza Sesio è docente di Matematica della scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri. Un istituto che accoglie circa 600 alunni provenienti non solo dalla città ma anche da diversi Comuni limitrofi. A dirigerlo è la professoressa Maria Chiara Menditto.

Professoressa Sesio, ci parla della sua scuola? «Certo! Potrei dire tante cose. Potrei partire dalla sua complessità organizzativa, di quanto spesso viene lasciata sola dalle Istituzioni a gestire il più importante luogo di formazione dei futuri cittadini, seconda solo alla famiglia. Potrei dirle degli attacchi che riceve la scuola tutti i giorni per gli scadenti risultati rispetto al sapere o al saper fare dei ragazzi. Ebbene, sono qui per sfatare questo luogo comune, e non lo dico io ma l’Invalsi».

Ci spieghi meglio. «Si. Invalsi, acronimo di Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema Educativo d’Istruzione e di Formazione. È l’Ente di ricerca che ci mette i voti».

I voti? in che senso? «Ogni anno l’Invalsi somministra ai nostri alunni di terza media delle prove per la valutazione delle loro conoscenze e abilità. Ma anche sulla qualità complessiva dell’offerta formativa delle scuole. Le prove di Italiano, Matematica e Lingue straniere (francese e inglese), a carattere nazionale, sono alquanto impegnative per i ragazzi e articolate sui contenuti triennali del corso di studi della secondaria di primo grado, la scuola media per capirci. Per anni queste prove sono state lo spauracchio di docenti e alunni, poi abbiamo imparato a migliorare la progettazione dei curricula che sono diventati sempre più interdisciplinari, modificata la didattica, utilizzate le nuove tecnologie e, mai come quest’anno, i risultati hanno premiato gli allievi e noi come scuola e docenti».

In che senso, professoressa? «Ogni allievo ha la sua prova e il suo PC per compilarla e inviarla in tempo reale all’Ente di ricerca. Ogni prova viene corretta automaticamente dal sistema e valutata in decimi, da 4 a 10. I dati vengono raccolti e restituiti alle scuole che considera i dati come un “misuratore” del proprio operato. Ebbene, quest’anno abbiamo fatto meglio degli altri anni, dove già i dati erano buoni rispetto alle medie nazionali, del Sud e regionali. Siamo riusciti a ridurre notevolmente la fascia più bassa della valutazione e superare il range nazionale posto dall’Invalsi uguale a 200 di 10.1 punti per l’italiano, di 6,2 punti per la matematica e di 6 punti per l’inglese. Ma i risultati sono stati di gran lunga superiori rispetto alla Campania e al Sud».

  • Invalsi 2018 scuola sec. di 1° grado Dante Alighieri
CEMM00200Q Italia Campania Sud
Italiano 210,1 200 185 190,2
Matematica 206,2 200 182,7 188
Inglese Reading 206 200 183,3 187,9
Inglese Listering 202,1 200 179,4 183,7

Bene, professoressa, ma a cosa attribuisce il successo di questi risultati? «La nostra platea scolastica è molto eterogenea per provenienza socio-culturale. Gli alunni giungono dagli svariati circoli didattici cittadini ma anche da paesi limitrofi. Per noi l’integrazione è fondamentale, curiamo con molta attenzione la formazione delle classi, tutte ugualmente eterogenee, ma omogenee come composizione di maschi e femmine e per valutazioni delle scuole elementari. Ancora, prima di conoscere i futuri allievi sappiamo vita morte e miracoli degli iscritti alle classi prime. I docenti che si occupano della continuità fanno incontri con i docenti delle scuole primarie per conoscere gli allievi, i bisogni educativi di alcuni alunni particolari, e per raccordarsi sui programmi. Lo stesso facciamo con i docenti delle scuole superiori per i ragazzi di terza in uscita».

Il “segreto” del successo? «Credo che l’evoluzione della didattica, l’attenzione ai curricula, la formazione dei docenti, i progetti per l’inclusione siano concause per la registrazione di questo piccolo successo rispetto ai dati con cui ci possiamo confrontare. È ovvio che molto altro dobbiamo ancora fare per andare sempre più in alto, per mettere le ali della conoscenza e delle abilità ai nostri allievi».

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