Caserta, c’è un Rocky Balboa che gira di domenica per la città

Caserta, c’è un Rocky Balboa che gira di domenica per la città

Enza Sesio

– La redazione di Ondawebtv ha incontrato il Rocky Balboa casertano che domenica 3 marzo ha corso per le strade del centro cittadino sulle note di Gonna Fly Now. Dino Fusco, dottore, vero? «Si, sono un medico radiologo, lavoro all’ospedale di Mercato San Severino a Salerno». Dottore Fusco, come nasce l’idea di percorrere il centro cittadino con una fascia nei capelli come Silvester Stallone al suono di Gonna Fly Now? «Sono anni che gli amici mi dicono che somiglio a Silvester Stallone e dunque mi è sembrato quasi naturale festeggiare Carnevale travestendomi da Rocky». Una scelta non usuale la sua? «Si, lo so, in una piccola e borghese città come Caserta non è facile essere diversi dagli stereotipi sociali di una cultura borghese, andando oltre le semplici apparenze». Ci faccia capire meglio. «Ho 35 anni e ancora frequento la movida casertana fatta di feste e locali alla moda. Noto che i miei coetanei, ma anche ragazzi più giovani, si misurano sulle apparenze. Mi spiego meglio, è difficile andare ad una festa, anche a Carnevale e trovare ragazzi che vogliono divertirsi per il gusto di un sano e puro divertimento, piuttosto non sono travestiti ma si preoccupano di aprire bottiglie di champagne e farlo annunciare dal d.j. Vogliono fare i fighetti». Fighetti, che significa? «Sono quei ragazzi e ragazze che tengono molto all’apparenza, che si atteggiano a fare gli adulti, che danno poco spazio al proprio essere, che si mascherano dietro, appunto, le apparenze. E’ un difetto dei casertani, di molti, ho vissuto in altre città e i ragazzi sono più spontanei. Non danno troppa importanza al loro status sociale, sono più schietti, più veri, meno costruiti secondo stereotipi borghesi e di falso perbenismo. Agiscono, vivono i rapporti con gli altri per quello che sono non per piacere alla persona che hanno di fronte». Dunque vuole dire che fra i ragazzi spesso non si sa chi realmente si ha di fronte, ma un loro surrogato? «Capita spesso di avere sorprese: puoi trovarti di fronte chi non credevi di avere!». Cosa si aspettava da questa sua performance? «L’ho fatto per il gusto di farlo, senza inibizioni, mi sarebbe piaciuto avere un maggior coinvolgimento della gente, una lettura goliardica di questa scelta, banale ma significativa per il messaggio che ho voluto lanciare: vivete per voi stessi e non per piacere agli altri». Pensa che questa goliardata, come lei stesso la definisce, possa avere ripercussioni sul suo lavoro? «Assolutamente no. I mie colleghi in ospedale hanno visto il video che ho postato su facebook, abbiamo riso insieme. Sul lavoro mi conoscono come un serio e affidabile professionista che però non soffoca la sua personalità ironica e ridanciana pur facendo un lavoro di responsabilità come quello del medico». Se dovesse fare un appello ai suoi coetanei cosa direbbe loro? «Vivete per quello che siete, non per ciò che volete apparire agli altri, il gioco a volersi mascherare non porta da nessuna parte».

 

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