Caserta. Ex Canapificio, le associazioni chiedono la riapertura

Caserta. Ex Canapificio, le associazioni chiedono la riapertura

Enza Sesio

Schermata 2019-04-15 alle 10.15.51Ancora una riunione a sostegno della riapertura dell’ex canapificio sequestrato su ordine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ospita il centro di accoglienza SPRAR del Comune di Caserta per 200 rifugiati. L’ultimo incontro alla chiesa del Buon Pastore, presenti Virginia Anna Crovella, Fabio Basile del Comitato Città Viva, co-gestore del centro. Tra il pubblico anche Giuseppe Vozza, Enrico Milani, Enrico Tresca insieme a famiglie, bambini e rifugiati, fruitori di servizi sociali come l’accoglienza, il piedibus, laboratori didattici, sostegno sociale per le famiglie meno abbienti. Fabio Basile ha chiesto che il consenso sociale per la richiesta di riapertura del canapificio cresca sempre di più. “Il consenso sociale è l’unica arma che da sempre caratterizza le vertenze del Comitato Città Viva. Il problema della chiusura e la richiesta di riapertura del centro SPRAR (oggi SIPRIMI) è su tutti i tavoli, dal comune, alla prefettura, alla regione, ma finora solo promesse, nessun intervento delle istituzioni dal 12 marzo data del sequestro del capannone dell’ex canapificio”. Molte le istanze a sostegno della storia che caratterizza l’attività sociale dell’ex canapificio sono arrivate dal mondo dell’arte e della cultura come Toni Servillo, PSchermata 2019-04-15 alle 10.16.01ietro Condorelli e la sua orchestra jazz, Valerio Mastrandrea, Sandro Ruotolo, Luca Rossi, Marco D’Amore, Alessandro Mannarino, Orchestra di Piazza Vittorio, Daniele Gaglione, Tony Laudadio. “Non è solo per sostenere le attività già svolte che chiediamo il consenso della città –  ha continuato Fabio Basile  – ma per conservare un patrimonio pubblico in un’ ottima posizione, difronte alla Reggia, che lavora dal 1999 senza scopo di lucro. Un patrimonio pubblico ma molto appetibile che una parte della città vorrebbe mettere a reddito. La sua conservazione è una sfida di tutta la città. Quindi, ha concluso: “La Regione Campania proprietaria dell’ex canapificio deve quanto prima mettere in sicurezza la struttura, il comune di Caserta deve farsi portavoce di questa istanza condivisa dalla cittadinanza”.

Le prossime azioni di mobilitazione del comitato Città Viva saranno di presidio del Comune, della Prefettura con la possibilità di interventi dei cittadini. E ancora, il taglio dell’erba e la piantumazione di alberi e fiori nell’area dell’ex canapificio per dare il segnale che la struttura è viva. Il 4 maggio a Napoli la manifestazione con tutti i rifugiati di Caserta.

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