Che Experience alla Reggia! Un Klimt così non si era mai visto

Che Experience alla Reggia! Un Klimt così non si era mai visto

Maria Beatrice Crisci

Schermata 2017-06-06 alle 21.25.13- “Qui è molto più bello, molto più affascinante. Sono emozionato e entusiasta”. Così Sergio Risaliti, direttore artistico di Klimt Experience, la mostra digitale dedicata alla vita e alle opere del celebre artista viennese che dopo Firenze arriva a Caserta.

L’esposizione è stata inaugurata nei saloni che un tempo erano dell’Aeronautica Militare nella Reggia di Caserta e vi rimarrà fino al prossimo 31 ottobre.  Padre fondatore della Secessione viennese, Klimt coltivò assieme ad altri artisti il mito dell’opera d’arte totale, quello di una democratizzazione del bello e della creatività. Opere come il Bacio, l’Albero della vita, oppure Giuditta, sono entrate a far parte della cultura popolare. Eppure resta ancora un artista da scoprire e soprattutto da raccontare. Questo è l’obiettivo di Klimt Experience: entusiasmare, affascinare, meravigliare, invitare ad approfondire la conoscenza dell’uomo e del maestro, la comprensione delle sue opere, la lettura stilistica attraverso la messa in scena spettacolare dei dettagli e della tecnica pittorica. Alla conferenza stampa con il direttore Mauro Felicori e il direttore artistico Sergio Risaliti, il sindaco Carlo Marino, il regista Stefano Fomasi, in arte Stefano Fake, Federico Dalgas, presidente di C&T Crossmedia, l’azienda che ha prodotto l’evento espositivo, Massimo Vecchione, amministratore di Gest Show, Andrea Antonelli, amministratore delegato di Orwell Milano. “Questa mostra – ha sottolineato ancora Risaliti – ha la forza di avvicinare il pubblico e gli amanti dell’arte al mistero della creazione artistica”.

Per il direttore Felicori “Il trattamento digitale delle immagini offre delle possibilità di vedere le cose che l’opera stessa non ti offre”. Klimt Experience è in definitiva un progetto espositivo finalizzato alla divulgazione culturale, che fa proprio il concetto di edutainment, ossia la realizzazione di un genere d’intrattenimento che si avvale di linguaggi comunicativi contemporanei, rivolti soprattutto ai più giovani e alle famiglie. Il cuore della mostra è il format immersivo realizzato da Fake Factory, che regala emozioni uniche e irripetibili , una sorta di story telling per immagini, spettacolare, coinvolgente dell’universo di Klimt, ottenuta grazie alle multiproiezioni in video mapping di centinaia di immagini digitalizzate ad alta definizione, d’inserti video in full HD ed alla colonna sonora diffusa a 360° in Dolby surround.

Klimt Experience si caratterizza tra l’altro anche per la cura con cui è stato strutturato l’allestimento dell’area introduttiva alla mostra, dove a completamento dei supporti didattici fisici, vengono proposte ai visitatori esperienze integrate di approfondimento per mezzo degli Oculus Samsung Gear VR, tecnologia avanzata di realtà virtuale sviluppata dalla società milanese Orwell, che consente di entrare all’interno delle opere percependone tridimensionalmente ogni dettaglio figurativo e cromatico. Le riproduzioni delle opere, in dimensioni reali, sono lavorazioni artistiche di stampa su legno, realizzate in esclusiva per la mostra dall’azienda fiorentina di fama internazionale Migneco & Smith. Su prenotazione, ogni giovedì, i più piccoli potranno partecipare ai laboratori didattico-creativi a tema Klimt proposti dall’associazione Joiele di Aversa.

L’arte nell’arte con la splendida Reggia di Caserta, una delle più grande residenze reali del mondo, a fare da cornice d’eccezione alla mostra immersiva. Costruita a partire dal 1752 da Luigi Vanvitelli e terminata nel 1845 la Residenza dei Borbone rappresenta l’ultima traccia del Barocco italiano. Ed ora, con l’allestimento Klimt Experience, alle aree già fruibili dai visitatori vanno ad aggiungersi quelle dei saloni della ex Aeronautica Militare, scelti per ospitare un’iniziativa artistica di assoluto rilievo. L’idea è quella di proporre una vera e propria full immersion, un’esperienza a tutto tondo capace di catturare lo spettatore ed implementare l’offerta culturale del palazzo vanvitelliano.

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