Com’è classico quel liceo! Guarda al futuro nelle notti bianche

Com’è classico quel liceo! Guarda al futuro nelle notti bianche

Maria Beatrice Crisci

- Appare naturale una riflessione a poche ore dalla lunga notte nazionale del liceo classico che si sta per celebrare in tutta Italia la sera di venerdì 11 gennaio e che vedrà coinvolti centinaia e centinaia di istituti in contemporanea, con eventi, rappresentazioni teatrali, letture animate e tanto altro.

I saperi classici si coniugano sempre più alle nuove tecnologie e l’informatica umanistica, conosciuta come digital humanities, studia come comunicare attraverso la rete queste conoscenze. Ogni conquista attuale, ogni invenzione, ogni scoperta è il frutto di una storia collettiva. Il mondo oggi propone sempre più novità tecnologiche e questa stessa era digitale è il risultato di un percorso di millenni e millenni caratterizzato da grandi intuizioni, dallo sviluppo della conoscenza e dal progresso. Tutto questo non sarebbe potuto avvenire se l’umanità stessa si fosse dimenticata la propria origine, il proprio faticoso cammino, la volontà a migliorarsi.

La cultura, ovvero la coltivazione dei saperi, è quel patrimonio che l’umanità si tramanda di generazione in generazione. E in quel patrimonio ci sono le basi per la comprensione del presente e per la progettazione del futuro. Non c’è un presente se non c’è stato un passato, e soprattutto non ci sarà futuro senza la memoria di ciò che è accaduto.

Gli studi classici sono quelli meglio preposti alla conoscenza dell’ingegno umano espressosi nelle varie forme culturali nel corso della storia. Sono quegli studi che hanno soprattutto la lingua come sistema comunicativo scritto e parlato. Il passo ulteriore, che caratterizza ancor più l’ingegno umano, è che il linguaggio non è fatto solo di parole, ma anche di immagini, di suoni, di gesti. E questo ha portato all’evoluzione delle arti, non solo la letteratura, la filosofia, la storiografia, ma anche le arti visive, la musica, il teatro. E poi, con lo sviluppo delle tecniche, i linguaggi fotografici, cinematografici, radiofonici, televisivi, informatici.

Tutto questo non sarebbe potuto avvenire se non ci fossero stati e non ci fossero tuttora gli studi classici, che non solo sono alla base dell’evoluzione della cultura umanistica attuale, ma sono anche alla base della crescita scientifica più innovativa. Sono studi tanto interni da rappresentare quasi un patrimonio genetico.

Gli studi classici, quindi, non sono soltanto validi, ma sono assolutamente necessari per chi si voglia porre come soggetto attivo nel contesto sociale in cui vive. La conoscenza e soprattutto la consapevolezza della cultura classica sono indispensabili per chi voglia ambire ad avere dei ruoli riconosciuti all’interno della propria comunità. Anche dove non sembra ci sia, la cultura classica è comunque alle basi della ricerca artistica più audace e dello studio scientifico più rivoluzionario. La cultura classica è come le fondamenta di un palazzo, possono anche non vedersi, ma ci sono e servono per sostenere tutto l’edificio, o come le radici di un albero, che, anche se non appaiono, danno il nutrimento a tutta la pianta.

 

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