Corri contro la violenza. Il 27 maggio la maratona a Napoli

Corri contro la violenza. Il 27 maggio la maratona a Napoli

Mario Caldara

- «Corri contro la violenza» è il modo in cui è stata battezzata la breve maratona che si terrà il 27 maggio a Napoli e che, da Piazza del Plebiscito, attraverserà la città. Tuttavia, pare un urlo, un motto di protesta, uno sfogo. Rispetto al passato, sembra che la violenza abbia raggiunto una dimensione quotidiana. A dire il vero, a fare la differenza sono i riflettori puntati su di essa, la cui luce rende sempre più pubbliche tragedie simili. Tuttavia la situazione è peggiore di quel che si crede e di esempi ce ne sono.

Schermata 2018-05-06 alle 21.52.27Purtroppo, nonostante gli spot televisivi incoraggino giustamente le donne a rompere il silenzio, non lasciando che una violenza rimanga taciuta, in certe circostanze, queste non sono appoggiate adeguatamente dalle istituzioni. Basterebbe parlare dei cavilli creati ad hoc dagli avvocati, delle tempistiche sconsideratamente lunghe o della disgustosa quanto ingiusta volontà di alcuni (autorità incluse) di voler additare la donna come colpevole come se “se la fosse cercata”, come se fosse carnefice, per capire quanto quegli spot non siano sufficienti. La situazione in Spagna, con le legittime proteste in difesa di una vittima (di un branco e di un tribunale), è tra i casi più eclatanti del momento.

E come non citare i raccapriccianti video di ragazzi e ragazze che malmenano in modo bestiale dei propri coetanei, con i presenti che rimangono a guardare come fossero spettatori in un anfiteatro, tra sghignazzi, urla e frasi incomprensibili. O, ancora, di persone che, nel bel mezzo di una passeggiata, si ritrovano d’un tratto accerchiate, come il diciassettenne Arturo, accoltellato in via Foria e ridotto in fin di vita lo scorso dicembre.

Proprio il giovane Arturo sarà presente all’evento e parteciperà alla maratona. Una presenza che urla la voglia di non arrendersi e di non nascondersi. A essere presenti saranno anche le scuole che, quasi quanto le famiglie, sono fondamentali per la crescita dei ragazzi, molti dei quali si allontanano dalle aule avvicinandosi al contempo a una vita di strada e di frustrazione, terreno fertile per la violenza. Il fatto che non tutte le scuole (e i professori) abbiano davvero a cuore le vite degli studenti e che non cerchino nemmeno di entrare nelle dinamiche psicologiche dei ragazzi è un dato tanto reale quanto triste. Purtroppo a tanti professori pare importare solamente del programma scolastico, assomigliando più a delle macchine che a degli esseri umani, allontanando di fatto studenti più svogliati o con tempi di apprendimento diversi. Deve essere, invece, una prerogativa delle scuole quella di aiutare i ragazzi e non di scoraggiarli, liberandosene come fossero pesi. È fondamentale per ognuno di essi sentire dalla propria parte il sistema scolastico che deve, dalla sua, impegnarsi affinché le aule siano sempre piene, a ogni livello, e che in esse si insegnino sia le materie sia, soprattutto, i valori.

Promossa dall’associazione A.R.T.U.R con il comune di Napoli, la Regione Campania e il Coni, la breve maratona simboleggia un cambiamento, un modo non per correre via dalla violenza ma per metterla in fuga e sottolineare la debolezza di atti che non si possono non definire inumani.

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