Giacomo Leopardi, l’amor di patria secondo Corrado Augias

Giacomo Leopardi, l’amor di patria secondo Corrado Augias

Maria Beatrice Crisci

O PATRIA MIA…LEOPARDI E L’ITALIA - Stefano Albarello e Marta Dalla Via- La stagione teatrale al  Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta è ormai quasi al termine.  Venerdì 20 aprile alle ore 20,45 con “O patria mia… Leopardi e l’Italia”, uno spettacolo scritto ed interpretato da Corrado Augias con Marta Dalla Via. Le musiche sono eseguite dal vivo da Stefano Albarello e la regia è di Angelo Generali. Il musicista proporrà uno spaccato realistico di quello che si ascoltava nelle case “patrizie” della prima metà dell’800. Brani che spaziano da Rossini a Donizetti cantati e suonati con chitarra, com’era in voga all’epoca, e che hanno, probabilmente, influenzato il labor limae di Leopardi.

Nella nota si legge: «Per molti anni Giacomo Leopardi è stato solo l’immenso poeta che tutti conosciamo. Solo in tempi relativamente più recenti si è cominciata ad apprezzare anche la sua attività saggistica che, secondo autorevoli giudizi, toccherebbe il livello di una vera organica filosofia. Un esempio di questa iniziale sottovalutazione sta nel fatto che il suo ‘Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli Italiani’ scritto da un Leopardi 26enne nel 1824, sia stato pubblicato solo nel 1905. Lo stesso Zibaldone di pensieri, opera immane composta tra il 1817 e il 1832, venne pubblicato del resto solo alla fine dell’800 da una commissione di studiosi presieduta da Carducci. I giudizi che il poeta dà sull’Italia e sugli italiani sono diversi e variano con il passare degli anni. Ma non c’è dubbio che negli anni giovanili e soprattutto in alcune opere si senta forte in lui un vivo amor di patria. Ne sono esempio la due famose composizioni patriottiche ‘All’Italia’ e ‘Per il monumento di Dante’. Partendo da questi versi ma inserendo anche considerazioni prese dallo Zibaldone e versi estratti da alcuni dei ‘Canti’ più belli, Corrado Augias ha montato un testo che ci dà un ritratto sorprendente di Giacomo Leopardi, il suo rapporto con l’Italia, con la vita, con gli amori. Il senso forte di un’immaginazione che fu per molti anni la sua sola vera realtà. In un itinerario leopardiano non poteva mancare la musica che fu per Giacomo un fondamento della sua immaginazione e creatività letteraria».

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