Gianna Della Corte: “La scherma è stata mia maestra di vita”

Gianna Della Corte: “La scherma è stata mia maestra di vita”

Enza Sesio

WhatsApp Image 2019-03-23 at 18.33.05 (2)- Gianna Della Corte schermitrice over 40 casertana, più volte sul podio dei campionati europei di scherma, racconta la sua passione. Si è avvicinata a questo sport per curiosità a 9 anni fra le mura della scuola De Amicis, sede del Gruppo Schermistico Pietro Giannone, direttore tecnico il compianto professore Rodolfo Iodice, anima dello sport casertano per oltre un cinquantennio. Una passione vissuta in segretezza della famiglia fin quando non arrivò la telefonata di Mimmo Longorbardi che chiedeva il saldo per la divisa sportiva di Gianna. “Una sorpresa per mio padre che negli anni dovette ricredersi e apprezzare i miei successi sportivi”. Dagli anni 70 a oggi è passato qualche decennio e Gianna ancora porta a casa vittorie e coppe. A ottobre del 2018 si è classificata terza ai campionati mondiali di Livorno; due volte terza e una volta seconda ai campionati europei. A maggio dovrà disputare gli europei a Cognac e a ottobre i mondiali al Cairo. Nel ranking, la classifica in base al numero di vittorie, è seconda sia nel fioretto che nella spada. Un’agenda sportiva ricca che richiede grande impegno e concentrazione.

Come affronta gli allenamenti, Gianna? «Mi alleno 4 giorni a settimana, 2 per l’allenamento atletico e 2 per l’arma, fioretto e spada, più di 10 ore a settimana tutti i giorni dal quel lontano 1970 nella storica società Giannone 3, presidente Giustino de Sire in via Ferrarecce al Parco Letizia. All’allenamento aggiungo le lezioni con la maestra Ewa Borowa. Nello sport come nella vita non si finisce mai di imparare per arrivare sempre più in alto». Oltre le tante vittorie, cosa le ha insegnato questo sport? «A vincere ma anche a saper perdere. La scherma ha regole molto rigide e la mancanza di rispetto causa l’esclusione dalla gara. Bisogna sempre salutare l’avversario, da vincitrice o da perdente, con una stretta di mano e conservare il fair play. Un gesto di disapprovazione dell’esito o di stizza determina l’esclusione dalla gara. La scherma è stata la mia maestra di vita, mi ha aiutato ad affrontare le sconfitte che talvolta questa riserva. Mi ha fatto viaggiare tanto dandomi grandi soddisfazioni anche personali, sono istruttrice nazionale di sciabola al club scherma di Napoli». Un atleta osserva una particolare alimentazione. «Niente di particolare e di difficile, colazione con yogurt, cereali, frutta fresca e secca. A pranzo pasta ricca di carboidrati per affrontare gli allenamenti pomeridiani, la sera carni bianche e verdura». Si parla tanto di uso di aminoacidi per gli sportivi. «Mai presi. Gli unici integratori alimentari che uso sono la vitamina B e l’acido nitrico per affrontare l’impegno mentale e la resistenza fisica che le gare, lunghissime, richiedono». Quale il suo messaggio a chi vuole avvicinarsi a questo sport? «Tirare di scherma mi fa sognare senza la necessità di dormire. Chi fa sport non ha bisogno di altro. Questo vale per tutte le età: la passione ti occupa la vita!».

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