Il servo, Andrea Renzi e Tony Laudadio al Comunale di Caserta

Il servo, Andrea Renzi e Tony Laudadio al Comunale di Caserta

Claudio Sacco

IL_SERVO_Maria_Laila_Fernandez_Lino Musella_(ph_Laura_Micciarelli)- Domenica 11 febbraio alle ore 19 il Teatro Comunale di Caserta ospita lo spettacolo “Il Servo” di Robin Maugham con Tony Laudadio (Richard Merton), Emilia Scarpati Fanetti (Sally Grant), Andrea Renzi (Tony Williams), Lino Musella (LesBarrett), Maria Laila Fernandez (Vera/Mabel). Le scene sono di Francesco Ghisu, i costumi di Annapaola Brancia d’Apricena, disegno luci di Cesare Accetta. La regia dello spettacolo è di Andrea Renzi e di Pierpaolo Sepe. Lo spettacolo è una produzione di Napoli Teatro Festival Italia, Casa del Contemporaneo, Teatri Uniti, Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale.

Nella nota si legge: «Il servo è un romanzo breve di Robin Maugham. Quando nel 1948 fu dato alle stampe e distribuito nelle librerie inglesi fu considerato “un piccolo capolavoro di abiezione”, mentre la critica aveva riconosciuto al giovane scrittore un talento di narratore pari a quello dello zio, il grande SomersetMaugham.

Ancora oggi, il romanzo è considerato una ‘commedia nera’ e di scavo psicologico, la cui trama – chiusa all’interno di una casa borghese – si struttura come una ragnatela, lentamente tessuta dal servo.

Al centro del racconto, la vicenda di un rapporto di dominazione e assuefazione di un uomo su un altro uomo: Barrettè un domestico che prende servizio nella casa di Tony, ricco avvocato londinese. Inizialmente, “il servo” sembra assolvere con zelo il proprio incarico, ma attraverso ambigui giochi psicologici si arriverà al rovesciamento dei ruoli “servo\padrone”.

Nel gioco perverso entrano in campo anche l’amico- testimone della vicenda, Richard, la fidanzata di Tony, Sally, la nipote di Barrett, Vera e la misteriosa Mabel

Il lavoro di Andrea Renzi e Pierpaolo Sepe parte dall’adattamento teatrale che lo stesso Maugham realizzò nel 1958 e evoca le atmosfere del celebre film di Joseph Losey del 1963 con la sceneggiatura di Harold Pinter.

Per Andrea Renzi: “il lavoro degli attori si innesta e sulla drammaturgia scaturita dal romanzo breve di Maugham che tende a far emergere ciò che si nasconde e pulsa, vitale e morboso, dietro ogni parola facendo vibrare il fondo enigmatico dei singoli personaggi”.

Per Pierpaolo Sepe: “Tutto è iniziato dalla pièce teatrale. Le pieghe psicologiche dei personaggi, o meglio, la ragnatela intessuta dalla scrittura di Maughamche ha ritratto ‘quei personaggi così caratterizzati’. Nella pièce emerge intatta la loro ambiguità sottile e necessaria allo sviluppo più segreto del meccanismo teatrale all’interno del quale il servo striscia. Si arrampica. Come un ragno tesse la sua tela dove fatalmente cadrà la sua vittima.

Ogni mezzo è legittimo: il sesso, il cibo, l’alcool, l’abiezione. Una storia tetra di lotta sociale feroce. Non ci saranno vincitori ma solo corpi affamati di qualsiasi piacere e menti sopraffatte dal silenzio delle proprie esistenze.

Metafora di una società che inventa ruoli e classi, il testo racconta la vendetta dei deboli e perfidi “sfortunati”, costretti a servire altri uomini uguali a loro in tutto e, nonostante ciò, depositari di un folle diritto al quale non si può che opporre tutta la minacciosa rabbia dei servi”. Dal romanzo Il Servo è stata tratta anche un’operina musicale, realizzata dal compositore Marco Tutino che ne ha scritto libretto e musica. Gabriele Lavia ne ha curato la regia per il Macerata Opera Festival, nel 2008.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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