Inclusione sociale dei migranti, l’esperienza di una volontaria

Inclusione sociale dei migranti, l’esperienza di una volontaria

Marta Gesuele/Antonio Porrino/Alfonso Renzi

- Cristiana Vozza, volontaria del servizio civile Unicef, è stata ospite della redazione Tv Giordani. A lei abbiamo rivolto alcune domande sul Progetto d’inclusione sociale dei migranti.

cristiana vozzaIn cosa consiste il Progetto nel quale è impegnata? “Si tratta di un Progetto che mira a due obbiettivi in particolare: da una parte l’integrazione del migrante minore straniero non accompagnato e dall’altra la sensibilizzazione. E’ un tema molto particolare perché il minore straniero non accompagnato gode, appunto, di una triplice vulnerabilità. Da una parte è un bambino o un adolescente, dall’altra si tratta di uno straniero, quindi vittima di politiche di repressione. Infine, non è accompagnato e non c’è una persona che se ne occupa, che miri al suo superiore interesse”.

Come si sta muovendo il progetto in provincia di Caserta? “Sul territorio ci sono tantissimi progetti. Appunto noi dell’Unicef collaboriamo con varie strutture, tra cui i centri di prima e di seconda accoglienza. Ci sono anche altri comitati che si occupano dell’accoglienza sia dei maggiorenni che dei minorenni. Cerchiamo appunto di creare delle attività che mirino alla piena ed effettiva integrazione di queste persone”.

Cosa spinge una ragazza ad occuparsi di questa organizzazione? “Il tema della migrazione mi è sempre interessato, avendo anche vissuto all’estero sono stata una migrante in prima persona. Quindi, la mia laurea triennale che è stata sul processo di integrazione e sul regolamento di Dublino, un tema che mi ha sempre affascinato anche perché io penso che non ci debbano essere differenze dettate dal colore della pelle, quindi è giusto che in qualche modo quello che io penso venga reso noto al pubblico”.

 

 

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