La Canzone Classica Napoletana? Che sia Patrimonio Unesco

La Canzone Classica Napoletana? Che sia Patrimonio Unesco

Enza Sesio

- Belvedere di San LeucioPresentata al Belvedere di San Leucio col patrocinio del Comune di Caserta “la Canzone Classica Napoletana Patrimonio dell’Unesco”. La manifestazione è stata fortemente voluta da Corrado Giardina presidente dell’Associazione Terra Nostra e Fabrizio Fierro figlio del compianto Aurelio. Molte le presenze rappresentanti le istituzioni e il mondo dell’arte e della musica. Gli assessori alla Cultura Tiziana Petrillo e agli Eventi Emiliano Casale hanno sottolineato l’importanza della canzone classica napoletana “come fonte di ispirazione di vita e di passioni”.

Il presidente Giardina da parte sua ha evidenziato l’importanza della presentazione del progetto al Belvedere di San Leucio Patrimonio dell’UNESCO e ha ricordato che “Caserta fu scelta da Enrico Caruso, i genitori erano originari di Piedimonte d’Alife provincia di Terra di Lavoro, per il concerto prima della partenza per gli Stati Uniti e il Sudamerica. Proprio dai teatri casertani erano partite le prime esibizioni e a Caserta l’ultimo concbelvedere erto”.

A intrattenere il pubblico il gruppo di allievi del Liceo Musicale Terra di Lavoro, di cui è dirigente Emilia Nocerino. Eseguiti pezzi classici come “Reginella”, “I’ te vurria vasà”, “Torna a Surriento”. Gli allievi erano diretti dalla professoressa Rosa Francescone. Il professore Carlo Mormile del Conservatorio San Pietro a Maiella, in rappresentanza del Mibac ha sottolineato “la necessità di conservare il bene musicale ma anche di lavorare in progress. Il conservatorio ha un triennio con la musica della tradizione ma bisogna anche lavorare all’unitarietà della musica napoletana: si è abdicato e sono venute fuori espressioni che rappresentano solo una fetta della musica napoletana. La canzone è arte, esprime sentimenti”. “Un progetto corale quello nato intorno alla candidatura della canzone napoletana, che deve promuovere azioni utili a salvaguardare autori, musicisti, cantanti eredi di una cultura che deve essere trasmessa alle nuove generazioni. Il progetto di riconoscimento della canzone classica napoletana come patrimonio dell’umanità risale al 2003, nel 2019 se ne sta ancora parlando”, ha ricordato poi la professoressa Patrizia Nardi, coordinatrice nazionale di progetti candidati alla lista del Patrimonio Mondiale. ”Patrimonio dell’Umanità  – ha concluso la Nardi – significa che la canzone napoletana è un nostro modo di essere e di fare che il mondo già conosce. Bisogna avere consapevolezza del Patrimonio: amiamo e curiamo la ricchezza musicale che è nazionale e questa sopravviverà per sempre”. Molte le idee e i progetti che affiancano la candidatura, penne serigrafate con i testi delle canzoni classiche napoletane ed etichette vinicole celebrative della biografia dei maggiori autori e cantanti della musica che “Canta il napoletano e non in napoletano” come tiene a sottolineare l’attore Massimo Abbate. “La distinzione è fondamentale – ha continuato – la canzone in napoletano rappresenta una parte della città di Napoli, non tutta la città”. A chiudere la presentazione le voci di Teresa Moccia, Tania Orefice e la degustazione di prodotti tipici locali.

You might also like

Primo piano

No al femminicidio, quando il messaggio parte dal carcere

Claudio Sacco – «Donna non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la figura femminile che spesso è vittima

Spettacolo

Anfiteatro Campano, è tutto “Easy” per i gladiatori del cinema

Claudio Sacco – Sotto le antiche mura dell’Anfiteatro Campano continua la rassegna “Dall’arena allo schermo”, organizzata dall’associazione Arthmòs in collaborazione con Amico Bio e Radio Zar Zak, con la direzione

Primo piano

Passeggiate Reali, open day per il Palazzo al Boschetto

(Redazione) – Domenica 22 gennaio le “Passeggiate Reali” faranno riscoprire la Caserta preesistente alla Reggia, con le residenze appartenute alla famiglia Acquaviva rappresentate dai palazzi principeschi e i giardini ricchi

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply