La fotografia va in stazione, mostra di De Massimi ad Afragola

La fotografia va in stazione, mostra di De Massimi ad Afragola

Maria Beatrice Crisci

- L’arte ha imparato a incontrare il pubblico nelle zone di transito, fuori dai luoghi un tempo departe afragola 2utati. Uno splendido esempio sono le stazioni metro di Napoli. E sempre nel territorio campano un’altra bella novità. Nella magnifica Stazione AV di Napoli Afragola, capolavoro dell’architettura contemporanea mondiale firmata da Zaha Hadid, la celebre archistar anglo-irachena scomparsa nel 2016, si è inaugurata, per la prima volta in assoluta anteprima, la sala espositiva con la mostra fotografica  di  Riccardo De Massimi  Il  Cielo  oltre  gli  Dei, a cura di Barbara Martusciello. Il taglio del nastro  il 12 gennaio scorso alla presenza del sottosegretario del Ministro del Sud Giuseppina Castiello, il sindaco di Afragola Claudio Grillo e l’assessore alla Cultura Antonella Iovino, il sindaco di Acerra e altre autorità dei territori dell’area. La mostra, per gentile concessione di Rete Ferroviaria Italiana, si avvale del Patrocinio della CIU (Confederazione Italiana di Unione delle Professioni Intellettuali) e sarà visitabile fino al 2 febbraio prossimo.arte afragola

La straordinaria struttura architettonica progettata dal grande architetto che con l’Italia, e in particolar modo con la Campania, ha avuto un rapporto duraturo quanto privilegiato, si è rivelata una location perfetta anche a livello espositivo, così piena di luce e quasi ambiente naturale per accogliere l’arte e in particolare la fotografia; quella di Riccardo De Massimi, con la serie fotografica Il  cielo  oltre  gli  Dei  si è dimostrata particolarmente adatta, richiamando allo stesso tempo la classicità, quindi l’universalità, e la contemporaneità: elementi presenti nella poetica architettonica della Hadid e nella sua Stazione.

Le opere sono emblematiche restituzioni fotografiche sia di statuaria del passato, con una selezione dal pantheon mitologico, sia di architetture altrettanto evocative. Il rapporto di De Massimi con lo spazio, già palesatosi in una precedente mostra pure in un luogo ferroviario – la Sala Presidenziale della Stazione Ostiense a Roma, storicamente rilevante – torna qui ad esprimersi dialogando con una delle strutture contemporanee tra le più belle e complesse, dimostrando quanto visioni e linguaggi diversi riescano a produrre interessanti cortocircuiti estetici e concettuali. Lo spazio che accoglie le opere fotografiche, e quello immortalato dalle fotografie, pure ognuno diversissimo, ci forniscono dettagli suggestivi, scorci inconsueti, prospettive forzate,  composizioni piene di tensioni e torsioni che sollecitano l’effetto di meraviglia.

Le figurazioni di Riccardo De Massimi, pur bidimensionali, non si fermano alla superficie ma la scandagliano – secondo gli insegnamenti di Hugo von Hofmannsthal – per rintracciarvi la profondità; in essa scorgiamo una riflessione sulla smania dell’apparire che è sempre più dominante nella realtà contemporanea anche su pervicace spinta dei Media e dei Social online.

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