La galleria d’arte di Thomas Dane a Casa Ruffo

La galleria d’arte di Thomas Dane a Casa Ruffo

Mario Caldara

- Tra fascino ed eleganza, tra ricchezza e cultura, tra arte e storia: “protetta” da un esteso giardino, Casa Ruffo, in Via Francesco Crispi a Napoli, fu la residenza delle figlie di Benedetto Croce e anche del celebre scrittore polacco Gustaw Herling. Già questo dato conferisce al luogo un’aura imponente, di cultura, di unicità. Un’aura che non passa inosservata nemmeno se si va oltre i confini italiani. Gli ambienti di Casa Ruffo, infatti, dal 24 gennaio fino al 24 marzo, si trasformano nei suggestivi ed evocativi spazi espositivi del gallerista inglese Thomas Dane. Una scelta eccezionale, significativa, quella dello splendido palazzo ottocentesco come prima esperienza per una nuova sede al di là dell’ambiente “di casa” per la Thomas Dane Gallery, tra le più importanti gallerie londinesi. La mostra inaugurale consiste in un’attenta riflessione sulla città ospitante, Napoli, che diventa quindi protagonista e, al contempo, elemento imprescindibile di un profondo connubio tra territorio e arte. I nomi coinvolti, sono quelli di cinque artisti celebri in tutto il mondo: Bruce Conner, Steve McQueen, Catherine Opie, Caragh Thuring e Kelley Walker. Ogni stanza della Villa, completamente ristrutturata da Dane, è stata allestita e destinata a ogni singolo artista: Caragh Thuring con la sua pittura rappresenta il vulcano simbolo di Napoli e tema ricorrente della sua arte, con due sue nuove opere, Day e Night; Steve McQueen propone un frame del film “Running Thunder” del 2007, dove gioca sulla dicotomia tra velocità e potere, sul senso di vanità, sul tempo e sulla mortalità, con un cavallo disteso su un prato verde già morto, cosa di cui ci si accorge quando una mosca si poggia sul suo occhio, le cui palpebre non battono mai; Kelley Walker ha creato una nuova serie di opere appositamente per l’esposizione, con un ritratto di Napoli realizzato partendo dal manifesto di Andy Warhol e di Joseph Beuys per la loro mostra alla Galleria Lucio Amelio; Catherine Opie presenta invece otto ritratti fotografici che vanno a fondo dell’identità della comunità leather della West Coast negli USA; infine, Bruce Conner presenta “Easter Morning” del 2008 (un riadattamento al suo film del 1966 “Easter Morning Raga”, girato in Super 8), opera metafisica, protesa al rinnovo e alla rinascita tra il mondo del naturale e dell’effimero, con le musiche di Terry Riley, suonate dalla Shanghai Film Orchestra con strumenti tradizionali cinesi. Ed è così, quindi, che la Thomas Dane Gallery si appoggia a Casa Ruffo: rispettando Napoli, ammirandola, traendone ispirazione per fare arte e restituirla alla città.

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