Napoli. “Luce – l’immaginario italiano” a San Domenico

Napoli. “Luce – l’immaginario italiano” a San Domenico

Mario Caldara

- Dagli anni ’20 a oggi ne è passata di acqua sotto i ponti. L’Italia e Napoli hanno attraversato diversi periodi, e i differenti eventi che hanno investito il capoluogo campano e tutto il belpaese hanno avuto un peso specifico rilevante. Senza alcun dubbio, tutti questi decenni hanno portato dei cambiamenti importanti che hanno lasciato impronte indelebili sull’intero territorio. Affidarsi ai libri, agli archivi o a qualsiasi altro mezzo che dia la possibilità di affacciarsi alla storia, di osservarla, di studiarla, di capirla, più o meno in profondità, è alla portata di tutti. Talvolta, proprio questa cosa, paradossalmente, fa sì che certe menti non le diano quell’importanza che merita, non prestando la giusta attenzione. Non succede, però, al Convento di San Domenico Maggiore, che già di per sé è una testimonianza storico-artistica. Il Convento, infatti, ha aperto le porte a “LUCE – L’Immaginario italiano a Napoli”, paragonabile a una grossa fotografia che immortala diversi momenti di un lungo e intenso percorso storico. La mostra, il cui ingresso è gratuito, racconta – fino al prossimo 11 marzo – Napoli e l’Italia attraverso scatti fotografici e filmati, partendo dagli anni ‘20 fino ad arrivare ai giorni nostri. Con circa venti schermi su cui scorrono centinaia di filmati dell’Archivio storico Luce e più di cinquecento fotografie, le storie di Napoli e dell’Italia sono messe davanti agli occhi dei visitatori, volte a “rapire”, a conquistare. In particolare, Napoli è al centro di uno spazio tutto suo, con grande attenzione verso fattori storici legati allo splendore dell’epoca reale, alla fame e alla guerra, al dopoguerra e alla rinascita, tutto narrato attraverso il materiale d’archivio che comprende anche avvenimenti quali il viaggio di Adolf Hitler in terra partenopea nel 1938 o la caduta del governo Mussolini. L’accuratezza nei dettagli e nel saper trattare fatti storici è solo una delle ragioni che, da sempre, fanno dell’istituto Luce (Unione Cinematografica Educativa) un’importantissima impresa culturale, una delle più rappresentative d’Italia, fondata per narrare, attraverso l’uso di mezzi potentissimi come la fotografia e il cinema, la storia d’Italia e rievocarne un’anima in cui, al giorno d’oggi, sembra non credere più nessuno. Da ciò se ne intuisce lo spessore, poiché ha raccontato sia agli italiani che al mondo intero ciò che avveniva nel nostro paese, “esportando” attraverso l’informazione gli usi e i costumi di una nazione in mutamento, in evoluzione. E con questa mostra, l’Istituto Luce si ripete, ricreando un viaggio appassionante. Un viaggio che ha riscosso un successo straordinario di pubblico a Roma, Buenos Aires, Mantova, Catania e Matera. Un viaggio che vale la pena di vivere, poiché della storia non se ne ha mai abbastanza.

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