Napoli. Teatro Elicantropo, va in scena l’attore Aldo Rapè

Napoli. Teatro Elicantropo, va in scena l’attore Aldo Rapè

Claudio Sacco

- Al Teatro Elicantropo di Napoli va in scena l’attore e regista siciliano Aldo Rapè. L’appuntamento è per giovedì 6 dicembre alle ore 21 (repliche fino a domenica 9) il suo nuovo spettacolo Pinuccio – Storia di un carusu racconto di un’imperdibile amore, accompagnato da musiche originali dal vivo. Presentato da Prima Quinta Teatro, l’allestimento vede impegnati Rapè, narratore in scena di una storia commovente, e il musicista nisseno Zafarà avvolti dalle atmosfere intime e rarefatte di un monologo struggente e intenso, per un nuovo momento di memoria e riscoperta del territorio siciliano.

La storia è quella di uno dei tanti, troppi, bambini che in passato hanno lavorato nelle miniere di mezza Sicilia, in particolare quella di Gessolungo, distante tre chilometri dalla città di Caltanissetta, capitale mondiale dello zolfo. Nel 1881 e nel 1958 due immani tragedie colpirono, infatti, la miniera di Gessolungo, dove morirono numerosi minatori tra cui molti bambini, chiamati “carusi”.

Ma come si viveva, realmente, in miniera a quei tempi? È il quesito da cui parte Rapè per riportare alla luce una realtà poco conosciuta. Nelle sue intenzioni c’è l’intento di fare riscoprire al pubblico il mondo delle miniere.

“Un racconto didattico, ricco d’immagini e suoni – sottolinea il regista – che svelerà le tecniche di estrazione e trasporto dello zolfo, le condizioni di vita dei minatori, l’impiego dei carusi, ma, anche la miniera come risorsa economica per molte botteghe e i rari momenti di svago dei lavoratori come le passeggiate in piazza o le bevute in osteria”.

Il racconto è anche la storia del riscatto e, forse, la condanna della più grande isola del Mediterraneo, in cui tre sono i chilometri percorsi ogni giorno da Peppino per smettere di essere un bambino. A dieci anni il piccolo ha, infatti, solo tre chilometri per diventare grande e non essere “cchiu un picciriddu” e diventare invece “un carursu”, uno dei tanti “carusi” di miniera.

Pinuccio è un racconto sull’infanzia e su una storia d’amore tra un bimbo e il proprio padre, il mondo delle miniere attraverso lo sguardo e gli occhi di un uomo rimasto bambino. Ma è anche il modo per commemorare i numerosi minori, morti troppo piccoli in un periodo della storia mineraria siciliana, purtroppo ancora attuale in molti paesi del sud del mondo.

Lo spettacolo, insignito come Miglior Monologo al Premio Internazionale Tragos per il Teatro e la Drammaturgia al Piccolo Teatro di Milano nel Febbraio 2017, è stato anche selezionato per il Festival Internazionale di Avignon 2019, dove lo stesso attore reciterà in francese.

 

You might also like

Food

Metti una sera a cena. Incontro di Vino, il Civico 44 con i piatti dello chef made in USA

(Enzo Battarra) – L’estate è la stagione delle scoperte. Sarà il caldo, sarà il desiderio di evadere, sarà una maggiore disponibilità di tempo, certo è che con la calura si

Primo piano

Lo Schiaccianoci. Week end a Caserta con Il Balletto del Sud

Maria Beatrice Crisci “Lo Schiaccianoci è il capolavoro di Cajkovskij che più affonda nella psiche personale di ognuno perché i protagonisti e le ambientazioni si legano alle personali vicende ed

Primo piano

Parte il Festival della Letteratura nel segno del mito

(Redazione) – All’ombra dell’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, questo pomeriggio alle ore 18.30 è in programma l’appuntamento inaugurale della seconda edizione de “La Memoria degli Elefanti”, il Festival della Letteratura nel

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply