Neuromed. Lezione a Pozzilli per gli studenti del Giannone

Neuromed. Lezione a Pozzilli per gli studenti del Giannone

Enza Sesio

 – Venerdì 27 settembre fe6dd61b-9a4c-4a7d-bb87-15a07c9a1d34all’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, ricercatori, docenti e alunni del liceo classico Pietro Giannone di Caserta diretto dalla professoressa Marina Campanile insieme per la 3° edizione di European Researcher’s Night. Un avvenimento che avviene in contemporanea in tutta Europa con lo scopo di avvicinare il cittadino alla scienza ogni anno il 3° venerdì di settembre. Il liceo classico Giannone è stato scuola partner esclusiva nell’organizzazione di quest’anno. A fare gli onori di casa la dottoressa Emilia Belfiore e il presidente della Neuromed, dottor Mario Pietracupa. Tre le sessioni dell’incontro nella sala convegno del centro di ricerca: La dimensione internazionale della Ricerca con Stefano D’Orilia dell’European Commission Reserarch Executive Agency, Giselda Scalera della direzione Generale Ricerca e Innovazione in Sanità del Ministero della Salute, Fabrizio Tagliavini presidente Rete neuroscienze; L’impatto della ricerca sul territorio con il presidente della Regione Molise Donato Toma, Giovanni de Gaetano presidente dell’istituto di ricerca Neuromed. Ma la ricerca è sempre innovazione? Al tavolo per dare risposte alle tante domande e curiosità degli allievi, Amleto D’Agostino direttore consorzio Biotechnet, Vincenzo Nigro presidente Campania Bioscience, Antonio Simeone del CNR, Giovanni De Gaetano presidente dell’Istituto di ricerca Neuromed. Il convegno ha seguito il metodo della classe rovesciata: gli studenti hanno rivolto domande ad esperti e ricercatori. Vivace il dibattito sui temi della ricerca come lo sviluppo futuro a beneficio dei pazienti e del territorio ed opportunità di lavoro per i giovani e porre un freno alla fuga dei cervelli. O meglio, le esperienze internazionali sono utilissime, ma queste vanno reinvestite sul territorio italiano. Impossibile riportare tutti gli interventi dei liceali giannoniani. Fra le altre ci sono parse interessanti domande come “Che cosa motiva il lavoro del ricercatore, perché è utile fare ricerca, quali i fondi che finanziano idee e progetti, la ricaduta delle innovazioni farmacologiche sulla salute delle persone, come potenziare il cervello” che hanno vivacizzato il dibattito. Opinione comune fra i presenti è che il ricercatore si deve innamorare della ricerca, e questa va incoraggiata nei giovani, tutto quello che ci circonda è frutto della ricerca, capace di modificare il territorio, la sua economia. “Una vita di sacrifici e soddisfazione è quella dei ricercatori”, conclude Antonio Simeone. Altro tema interessante è la relazione fra cervello e PC. “In un mondo di tecnologia l’invito è di allenare il cervello con il potenziamento intellettuale e motorio, anche per la prevenzione dell’alzheimer di cui ancora non si conoscono le cause nonostante gli ingenti finanziamenti per la ricerca. Da un lato lo sviluppo tecnologico, dall’altra la ricerca dei fattori di rischio, fattori ambientali, stili di vita. Il mondo della scienza ha bisogno dell’apporto di idee giovani per portare nuova linfa nei laboratori e negli studi dedicati”- risponde Tagliavini. L’invito agli studenti è di partecipare al programma Erasmus per l’arricchimento personale. Ancora viene chiesta l’implicazione etica e morale relativamente alla programmazione con l’uso delle tecnologie del DNA. Risponde il dottore Vincenzo Nigro “Manipolazioni del genoma sono possibili e fatte sull’uomo per correggere malattie genetiche. Diverso è l’editing sulla linea germinale, lì si modifica il genoma e lo si rende trasmissibile. Si potrà intervenire sulla distrofia muscolare di Duchenne, prevenire alcune forme di cancro ereditari, per esempio. Questo accadrà sicuramente”. Alta la curiosità degli allievi per le start up e la possibilità di ricevere supporto tecnico; a riguardo è intervenuta Anastasia Murano, Event Coordinator Heroes: dal 19 al 21 settembre a Matera si è svolto l’evento Innovazione, Futuro, Impresa, il festival euro mediterraneo dell’innovazione che ha ospitato le start up più interessanti e i leader d’impresa, business angels e investitori, creativi, policy makers. Conclude l’incontro il professore Giovanni de Gaetano, presidente dell’I.R.C.C.S Neuromed che pensa ai Summer Study post scuola. “Si mettono i ragazzi di fronte ad un problema da risolvere in laboratorio e si chiede loro di applicare il metodo scientifico e riferirne. Lavorano su problemi concreti, sperimentano soluzioni, si confrontano, sviluppano il pensiero critico”, conclude. Studenti e docenti hanno visitato laboratori didattici di genetica molecolare dove sono state presentate ricerche ancora in sperimentazione, e osservata la volta celeste con telescopi. Cosa dire? Il prossimo anno saremo ancora una volta felici di essere partner della Notte dei Ricercatori!

 

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