Ranto ranto, un Giuseppe Carlo Comes così lontano così vicino

Ranto ranto, un Giuseppe Carlo Comes così lontano così vicino

Maria Beatrice Crisci

È il sesto libro di Giuseppe Carlo Comes (a sinistra nella foto, insieme con Peppe Vozza). Il giornalista con laurea in economia, un passato di direzione e di consulenza in aziende private ed enti pubblici, ha pubblicato di recente “Ranto ranto“, edito da L’Aperia. È lui stesso a dare qualche indicazione sul volume: “Il titolo riprende una geniale espressione siciliana. Il testo racchiude un universo di contraddittoria umanità e la vivisezione della complessità che si cela nella normalità, apparentemente banale”. Dire “ranto ranto” significa indicare qualcosa di radente, che sta accanto. Ebbene, l’autore indaga proprio sulla vicinanza, sulla prossimità di persone e fatti, ma questo non impedisce argute riflessioni sui grandi temi internazionali.

Giuseppe Carlo Comes è originario di Casagiove ed è sempre molto attento alle specificità territoriali, alle piccole e grandi storie che i luoghi raccontano. E proprio alla cittadina casertana ha dedicato uno dei suoi libri di maggiore notorietà: “Vincenzo de’ Paoli il casagiovese”. Il volume, scritto da un laico con semplicità ed eleganza, scruta le ragioni di un rapporto nato nel tempo e al tempo resistente tra una comunità e una figura grande del cattolicesimo della carità e della solidarietà.

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