Sì, la Reggia di Caserta è Madre. Da Terrae Motus a Paolo Bini

Sì, la Reggia di Caserta è Madre. Da Terrae Motus a Paolo Bini

Enzo Battarra

- Il rapporto tra la Reggia di Caserta e il Museo Madre si fa intenso, nel nome di un’arte contemporanea che da tempo trova accoglienza presso la corte borbonica del palazzo vanvitelliano. E questo crea un rapporto di continguità culturale e di continuità geografica tra Reggia e Madre, nel nome della collezione Terrae Motus, estroflessione della produzione artistica generatasi nella Napoli di Lucio Amelio, ma anche nel segno di mostre temporanee di autori di alto profilo, come è avvenuto nel caso di Paolo Bini e della sua personale Left behind.

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L’occasione per maturare queste riflessioni è stata offerta dalla presentazione al Madre del catalogo realizzato a conclusione della mostra di Paolo Bini al Palazzo Reale di Caserta. Il volume è stato proposto al pubblico dal direttore di Palazzo Donnaregina Andrea Viliani, dal responsabile dell’area Animazione e Didattica della Reggia casertana Vincenzo Mazzarella, dal gallerista Nicola Pedana e dallo stesso artista Paolo Bini. Il curatore della mostra e del catalogo, Luca Beatrice, assente per motivi di lavoro, non ha fatto mancare un suo video a sostegno dell’iniziativa.

Tutti gli intervenuti hanno sottolineato i primi proficui risultati legati alla collaborazione tra le due istituzioni museali. La Reggia di Caserta accoglie e promuove un patrimonio culturale dal valore immenso che è la collezione Terrae Motus, raccolta monotematica che è una fotografia di quanto di meglio si producesse in campo internazionale negli anni Ottanta del Novecento. Il Madre di Napoli, istituzione museale legata alle ricerche archistiche di maggiore attualità, gode di enorme prestigio e ha competenze, affinità elettive e prossimità territoriale per fare da supporto scientifico alle attività della Reggia sul contemporaneo. La formula del madronato consente poi di affiliare mostre realizzate extramoenia, com’è avvenuto nel caso della splendida personale di Paolo Bini nelle retrostanze del Palazzo vanvitelliano.

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È stato lo stesso Andrea Viliani a definire la Reggia di Caserta un epicentro dell’arte contemporanea. E c’è la certezza che il superdirettore Mauro Felicori metterà in campo tutti gli strumenti programmatori, promozionali e mediatici per dare un’ulteriore scossa alle capacità attrattive del bene Unesco casertano.

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