Terrae Motus è vincolata a Caserta, parola di Raffaele Nogaro

Terrae Motus è vincolata a Caserta, parola di Raffaele Nogaro

Maria Beatrice Crisci

- Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, lo ha scritto già nel 2009, e precisamente in data 8 agosto. Il grande gallerista napoletano Lucio Amelio in più di una visita – racconta il presule – gli volle affidare il compito di “tutore” della sua volontà quale autorità morale, spirituale e culturale della città cui donava la sua collezione Terrae Motus, pregandolo di difendere la presenza di un Tesoro di artisti di tutto il mondo, definendolo il suo grande amore.

terrae motus 6Significativa la conclusione di Raffaele Nogaro: “Più che il vincolo notarile va perseguito il vincolo culturale e di riconoscenza che la città e la sua civitas devono sapere e voler intrecciare con la sua donazione”. Come risuonano attuali le parole del vescovo, profonde, cariche di una presa di coscienza che Caserta stessa non ha ancora portato a termine. Mentre incombe un tentativo tutto partenopeo di portare a Napoli la collezione.

Ondawebtv si schiera con le memorie vive di Lucio Amelio e di Gian Marco Jacobitti, due eroi, due giganti, due statisti della cultura che seppero concertare e realizzare l’ingresso di Terrae Motus a Palazzo, trasformando di fatto la Reggia di Caserta in uno dei più prestigiosi musei d’arte contemporanea del mondo. Ondawebtv si schiera con Raffaele Nogaro, con Mauro Felicori e con tutti coloro che si oppongono e si opporranno a una qualsiasi ipotesi di “scippo” napoletano.

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