Arte e carità: al Pio Monte le Sette Opere per la Misericordia
Redazione – Dal 25 gennaio al 24 aprile il Pio Monte della Misericordia ospita l’ottava edizione di Sette Opere per la Misericordia, progetto che rinnova il dialogo tra arte contemporanea, carità e impegno civile nel solco di una tradizione lunga oltre quattro secoli.
In mostra le opere di Antony Gormley, Holly Herndon e Mat Dryhurst, Yu Hong, Max Renkel, David Salle, Marco Tirelli e Lee Ufan, sette artisti internazionali che hanno accolto con grande generosità l’invito del Pio Monte, donando i propri lavori che entreranno stabilmente nella collezione dell’Ente con la dicitura “Dono dell’Artista”, in un gesto di mecenatismo puro. Le opere, tutte ispirate al tema della misericordia, sono esposte nella chiesa del Pio Monte della Misericordia, in dialogo diretto con il capolavoro di Michelangelo Merisi da Caravaggio, Le Sette Opere di Misericordia, custodito sull’altare maggiore. A oltre quattrocentoventi anni dalla commissione del dipinto al Merisi (1606), il progetto rinnova quel legame profondo tra arte, fede e responsabilità sociale che costituisce il cuore simbolico e spirituale dell’Istituzione.
L’iniziativa è stata inaugurata sabato 24 gennaio alla presenza di Fabrizia Paternò di San Nicola, soprintendente del Pio Monte della Misericordia, Mario Codognato, curatore del progetto, Alberto Sifola, governatore al Patrimonio Mobiliare Artistico e Archivistico, e Maria Grazia Leonetti Rodinò, ideatrice e responsabile di Sette Opere per la Misericordia.
Anche questa edizione conferma la forte attenzione rivolta alle giovani generazioni attraverso il concorso Sette Opere per la Misericordia, che ha assegnato sette borse di studio da 1.000 euro ciascuna a studentesse e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. I vincitori sono: Linda Giordano (Carezza invisibile), Maria Rosaria Arnese (Madre natura di 7 Opere di Misericordia), Claudio Pisapia (L’ignudo), Marika Grimaldi (Rinascere), Thomas Del Greco (Ubi humus non est), Alessandro Rodello (Curare) e Carmela Bianco (Congiunzione visibile).
Dopo una prima presentazione al MUSAP, le opere vincitrici sono ora esposte nella Quadreria del Pio Monte della Misericordia.
Ideato nel 2011 da Maria Grazia Leonetti Rodinò e curato sin dalla prima edizione da Mario Codognato, il progetto è finanziato con il contributo della Regione Campania – Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo, ai sensi della L.R. 7/2003. Nato con l’obiettivo di rinnovare la vocazione culturale e sociale del Pio Monte attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea, Sette Opere per la Misericordia riafferma il valore della cultura come strumento capace di generare solidarietà e sostenere concretamente le attività assistenziali, educative e formative dell’Ente.
Le opere presentate riflettono una pluralità di tecniche e linguaggi, dalla scultura alla pittura, dal disegno all’uso di materiali misti, dalla fotografia alle tecniche digitali e ai processi generativi basati sull’intelligenza artificiale. Un insieme eterogeneo che testimonia la ricchezza degli approcci contemporanei al tema della misericordia.
Con questa ottava edizione salgono a 56 le opere donate da artisti italiani e internazionali, ampliando la sezione permanente di arte contemporanea del Pio Monte della Misericordia, unica nel panorama museale italiano per qualità delle opere e finalità etiche. Un patrimonio che include, tra gli altri, lavori di Anish Kapoor, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Francesco Clemente, Douglas Gordon e che consolida nel tempo il dialogo tra la grande eredità caravaggesca e le urgenze del presente.
Il progetto, gli artisti e le opere dell’edizione 2026 sono documentati nel catalogo pubblicato da artem, con testi di Fabrizia Paternò di San Nicola, Alberto Sifola di San Martino, Maria Grazia Leonetti Rodinò, Mario Codognato e Giuseppe Gaeta.
Sette Opere per la Misericordia riafferma così il ruolo del Pio Monte come luogo vivo e attuale, dove l’arte non è ornamento ma strumento di riflessione, responsabilità e condivisione, fedele al principio che da oltre quattro secoli ne guida l’azione: dal Bello il Bene.
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