Berolà: la distilleria di Antonio e Sarah a Portico di Caserta

Berolà: la distilleria di Antonio e Sarah a Portico di Caserta

Andreina Nacca – Una degustazione tra amici ci si aspetterebbe un percorso lineare, fatto di assaggi e conversazioni leggere. E invece, varcando la soglia della distilleria “Berolà”, nel cuore di Portico di Caserta, al Corso Vittoria 3, l’esperienza si trasforma in qualcosa di più profondo: un’immersione in una realtà che ribalta ogni pregiudizio sul concetto di “locale”. Qui, ciò che spesso viene percepito come distante dai grandi circuiti o legato a un’immagine di tradizione statica, prende nuova forma e significato. Il territorio non è più sinonimo di passato, ma diventa materia viva, contemporanea, capace di dialogare con la mixology più evoluta. I profumi delle acquaviti di frutta, la lavorazione artigianale della canna da zucchero, la ricerca scientifica applicata alla distillazione: ogni elemento contribuisce a costruire una narrazione che supera il confine tra memoria e innovazione. È in questo contesto che “Taste & Take – Aperitivo Experience” si rivela per ciò che realmente è: non una semplice degustazione, ma un viaggio sensoriale e culturale, capace di riscrivere l’idea stessa di eccellenza locale, trasformando ciò che era considerato “dimenticato” in una nuova frontiera del gusto.

D. Antonio, partiamo dall’evento: che cos’è stato “Taste & Take”?
R. È stata una degustazione tra amici, ma con un obiettivo preciso: presentare alcuni dei nostri prodotti pensati per la mixology premium. Non solo assaggio, ma anche racconto. Volevamo accompagnare i partecipanti dentro il nostro processo produttivo, mostrando come nascono i distillati e come possono essere utilizzati nei cocktail.

D. Quali sono stati i protagonisti della serata?
R. Abbiamo proposto tre interpretazioni. La prima con il BGIN, un gin London Dry basato esclusivamente su ginepro in purezza, abbinato alla nostra acquavite di mela annurca e completato con tonica neutra. Poi il Bitter Bikini, realizzato con distillato della nostra canna da zucchero, angostura, lime e mentuccia. Infine una versione di Americano con il BMUT, il nostro vermouth senza vino.

D. Un vermouth senza vino è una scelta controcorrente. Qual è l’idea alla base?
R. Più che una rottura, è un’apertura. Il BMUT nasce per dialogare con i vini del territorio: può essere abbinato a basi di vino bianco, rosso o rosé. L’obiettivo è creare una nuova idea di vermouth, più flessibile e radicata nelle produzioni locali.

D. Berolà nasce dodici anni fa. Qual è stata la scintilla iniziale?
R. Il desiderio di restare qui e dimostrare che le eccellenze non sono solo altrove. La distilleria è nata nel palazzo storico di famiglia, a pochi km dalla Reggia di Caserta. È stata una scelta identitaria: trasformare un luogo di memoria in uno spazio produttivo contemporaneo.

D. Lei e sua moglie Sarah avete una formazione scientifica. Quanto incide nel vostro lavoro?
R. Moltissimo. Siamo entrambi laureati in Chimica e questo ci consente di affrontare la distillazione con rigore. Ma la svolta è arrivata anche grazie all’incontro con il maestro distillatore Vittorio Capovilla, che ci ha trasmesso un approccio artigianale e una visione precisa sulle acquaviti di frutta.

D. Le acquaviti di frutta sono un segmento complesso. Perché avete scelto proprio questo target?
R. Perché è difficile. È un mercato di nicchia, per palati esigenti, ma è anche quello che meglio racconta il territorio. Durante la serata abbiamo fatto degustare le acquaviti anche in purezza, proprio per spiegare la complessità del prodotto e il lavoro che c’è dietro.

D. Quali sono i principi che guidano Berolà oggi?
R. Tre: territorialità, artigianalità e stagionalità. Utilizziamo frutti locali e coltiviamo direttamente la canna da zucchero nei nostri campi. Non aggiungiamo aromi artificiali e lavoriamo solo materie prime di stagione. Tutto avviene a Portico di Caserta: una filiera 100% italiana.

D. Anche il vostro rum segue questa filosofia?
R. Assolutamente sì. Produciamo un rum italiano partendo dal succo fresco di canna da zucchero coltivata sui nostri campi. È una scelta che valorizza il territorio e restituisce un prodotto con un’identità precisa e riconoscibile.

D. Chi acquista oggi i prodotti Berolà e attraverso quali canali?
R. Ci rivolgiamo a un pubblico attento, che ricerca qualità e identità. Oggi la vendita avviene sia online, attraverso il nostro sito ufficiale www.beroladistillati.it , sia nel canale horeca, con la presenza in attività commerciali esigenti. Inoltre realizziamo forniture dedicate per eventi, dove i nostri distillati diventano parte integrante dell’esperienza. 

Un progetto, quello di Berolà, che si colloca in una fascia di nicchia e punta su qualità, ricerca e radicamento territoriale, ridefinendo il concetto stesso di distillazione contemporanea.

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Andreina Nacca
Andreina Nacca 9 posts

Giornalista iscritta all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Dal 2025 cura l’Area Comunicazione dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Caserta. Specializzata in enogastronomia, racconta con stile coinvolgente il mondo del food&wine, valorizzando chef, pizzaioli e protagonisti della ristorazione e promuovendo le eccellenze del territorio campano. Sommelier di I livello (Assosommelier, 2024) e giudice dal 2020 al Campionato Mondiale Pizza DOC di Paestum.

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