Biologia con curvatura biomedica. Parte il progetto al Diaz
Maria Beatrice Crisci
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La presidente Maria Erminia Bottiglieri spiega: «Il percorso ha un duplice obiettivo: orientamento e potenziamento. Durante il corso, infatti, da un lato, si valutano le attitudini e le motivazioni dei nostri giovani verso le professioni di area medica e, dall’altro, li si prepara ai test di accesso. Il dato positivo è che molti studenti (il 28,6%) dopo il primo anno hanno abbandonato il percorso perché hanno capito che non erano predisposti a questo tipo di attività, mentre quelli che lo hanno completato sono riusciti a entrare nelle facoltà sanitarie in discreta percentuale. Ciò che si deve chiarire è che la finalità non è la preparazione ai test di accesso come molti credono, perché le aspettative non sono queste e infatti gli argomenti trattati non sono quelli presenti nei quiz di accesso. L’obiettivo futuro è quello di trasformare questo progetto sperimentale in un percorso stabile, parte integrante del percorso scolastico biomedico».
Il preside Luigi Suppa sottolinea: «Oggi, dopo un mese di attività di formazione relativa al percorso di preparazione alle professioni mediche, sono soddisfatto nel registrare l’interesse e la motivazione dei nostri alunni che hanno potuto avere al Diaz questa preziosa opportunità. Essere un liceo polo di una sperimentazione di tale portata è un impegno, ma è coerente con ciò che da anni stiamo realizzando al Diaz nell’educazione scientifica. Si chiude un mese di ottobre interamente dedicato alla scienza, un tessuto didattico-educativo in cui si inserisce questo progetto di formazione che considero il fiore all’occhiello della nostra offerta formativa. La sinergia con il Miur e con l’Ordine dei medici nazionale e, soprattutto, con la presidente Bottiglieri ha fatto sì che il liceo Diaz si attestasse, ancora una volta, come liceo della scienza, della didattica scientifica. E di ciò non posso che essere orgoglioso e rafforzare il mio impegno per i nostri ragazzi».
La presidente Bottiglieri poi aggiunge: «Il percorso sperimentale riproduce il modello adottato già da anni presso il liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria, che è capofila del progetto. La sperimentazione è indirizzata agli studenti delle classi terze, ha una durata triennale (per un totale di centocinquanta ore), con un monte ore annuale di cinquanta ore: venti tenute dai docenti di scienze, altre venti dai medici indicati dagli Ordini provinciali, dieci “sul campo”, presso strutture sanitarie, ospedali, laboratori di analisi individuati dagli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Provinciali. Con cadenza bimestrale, è prevista la somministrazione di test a risposta multipla, per verificare le competenze acquisite, ma anche per prepararsi ai futuri test di accesso».
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