Buon Compleanno alla lingua volgare! La storia del Placito Capuano
Luigi Fusco – Buon compleanno alla lingua volgare. Il 30 marzo dell’anno 960 veniva redatto nel principato longobardo di Capua il primo documento in lingua volgare: Il Placito.
Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti: Io so che
quelle terre, entro i confini che qui descrive, trenta anni le possedette la parte di san Benedetto, questa
semplice formula, resa ad incipit di un atto giudiziario, è stata riconosciuta nel tempo come primo
documento ufficiale che sanciva la nascita della lingua volgare, principio della futura lingua italiana.
Il cosiddetto Placito Capuano è il primo di quattro testimonianze in scrittura beneventana e, nello specifico, riguarda una controversia giudiziaria tra un piccolo feudatario di Capua, Rodelgrimo d’Aquino, e i monaci benedettini di Montecassino. Secondo la tradizione, tale atto venne stilato nel palazzo dei principi longobardi la costruzione insisteva nell’area oggi occupato dalle tre chiese a corte di San Salvatore, San Giovanni e San Michele, veri e propri gioiellini di architettura di età longobarda che oggi insistono nel centro storico di Capua.
Ancora oggi, innumerevoli studiosi di linguistica e storici dell’epoca medievale riconoscono nel Placito un
documento di fondamentale importanza per la nascita della lingua italiana, oltre ad esser rappresentativo
di una realtà linguistica del tempo che già si era diffusa all’interno delle varie comunità dell’area campana.
Tuttora questo prezioso documento è conservato e visibile presso l’Archivio dell’Abbazia di Montecassino.
Mentre a Capua, in suo onore, nel 2017 è stato eretto un monumento ricavato da un antico pilastro facente parte del palazzo dei principi, struttura non più esistente dal XIV secolo.
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