Buona Liberazione! Via ogni male, stop a ogni forma di violenza
– Buona Liberazione! Via dai tiranni, dalla sopraffazione, dalla violenza, ma anche da tutti i mali di questo tempo, dalle guerre come dalla pandemia che anche quest’anno non permette di vivere la ricorrenza con il piacere di stare insieme. Il 25 aprile è una data simbolica, ma certamente fondante per il tessuto sociale e civile italiano ed europeo. È simbolica perché la festa della Liberazione si è deciso di farla coincidere con la data del 25 aprile 1945. In realtà il documento che sancì l’effettiva Liberazione fu firmato a Caserta qualche giorno dopo.

Infatti, il 29 aprile 1945 veniva sottoscritto nella Reggia vanvitelliana l’atto intitolato Strumento di resa locale delle forze tedesche e delle altre forze poste sotto il comando o il controllo del Comando Tedesco Sud-ovest, meglio noto come Resa di Caserta. La firma avvenne alla presenza di ufficiali delegati inglesi, americani, tedeschi e di un osservatore russo (foto di copertina). Era una resa incondizionata che sarebbe diventata operativa a partire dal 2 maggio.
Fu quello l’atto formale conclusivo che sancì la fine della campagna d’Italia e la definitiva sconfitta delle forze armate nazifasciste durante la seconda guerra mondiale.
Il 25 aprile 1945, invece, fu il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (Clnai) proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate.
Ora, al di là delle rivendicazioni sulle date e sui luoghi che determinarono la Liberazione, restano fondamentali i valori di democrazia e antifascismo che hanno portato l’Italia a strutturarsi come una libera Repubblica regolamentata da una mirabile Costituzione. Ebbene, nella crisi attuale, sanitaria certamente, ma anche crisi economica, civile, sociale, politica, riferirsi alla Liberazione diventa un obbligo morale. E la celebrazione non deve esaurirsi in un giorno di festa, seppure dal fronte domestico, ma deve continuare per tutto l’anno, proprio per garantire il futuro della struttura democratica nazionale, valore irrinunciabile. I contenuti del giorno della Liberazione devono essere oggi i pilastri di una quotidiana rigenerazione.
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