Cappella Palatina, il piccolo Principe in mostra dal 27 maggio

Cappella Palatina, il piccolo Principe in mostra dal 27 maggio

Luigi Fusco

-Torna in esposizione Il piccolo Principe nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta il prossimo 27 maggio. Per l’occasione verrà inaugurata una vera e propria mostra intitolata Il Piccolo Principe. Giuseppe Sanmartino alla Reggia di Caserta realizzata dalla direzione dell’istituto museale in collaborazione con l’associazione “Amici della Reggia”. Un’iniziativa di grande importanza che nasce all’indomani del ritrovamento nei depositi del plesso vanvitelliano del ritratto marmoreo di un neonato, a grandezza naturale, eseguito dal noto scultore partenopeo Sanmartino, autore, fra l’altro, del Cristo Velato della Cappella del Principe Raimondo di Sangro a Napoli. Opera che è stata poi identificata con il Real Infante Carlo Tito di Borbone, primogenito maschio di re Ferdinando IV e di Maria Carolina d’Austria. Dopo attente indagini e ricostruzioni è emerso che la scultura venne commissionata dalla regina come ex-voto per la “grazia” ricevuta che le aveva consentito di partorire, nel 1775, l’erede al trono dei Borbone sul trono napoletano. Il ritratto venne successivamente tradotto in argento per esser dedicato a San Francesco di Paola, a cui Maria Carolina era particolarmente devota. Di quest’ultima statua se ne sono perse le tracce, mentre le ricerche stilistiche e documentarie effettuate hanno consentito di attribuire la paternità dell’opera allo stesso Sanmartino. Il manufatto risulta presente nelle raccolte della Reggia a partire dal 1879. Contestualmente, al fine di attestare che si trattasse del ritratto dell’infante Carlo Tito, sono stati condotti sulla scultura anche investigazioni di tipo iconografico che hanno escluso la possibilità che si trattasse di un putto o del Bambino Gesù. Infine, sono stati apportati sulla medesima opera anche accurati interventi di restauro. Non solo una semplice esposizione, che sarà visitabile fino al prossimo 11 settembre, ma una vera e propria ricognizione sui rapporti instauratisi, intorno alla seconda metà del Settecento, fra Giuseppe Sanmartino e reali di Napoli. La mostra è a cura di Valeria Di Fratta e Tiziana Maffei. Il progetto, invece, è stato stilato con il contributo scientifico degli Storici dell’Arte Rosanna Cioffi, Riccardo Lattuada, Pierluigi Leone de Castris e Anna Maria Rao.

Insieme al ritratto del Piccolo Principe saranno in esposizione altri 26 oggetti d’arte provenienti da musei italiani e collezioni private. Sono opere eseguite da autori del Settecento come Francesco Liani, Francesco Celebrano, Giacinto Diano, Fedele Fischetti e Pompeo Batoni. Di quest’ultimo maestro verrà portato in mostra anche il suo dipinto Allegoria della morte dei due figli di Ferdinando IV e di Maria Carolina, tela, del 1780, realizzata per commemorare i prematuri decessi dei principi Marianna e dello stesso Carlo Tito, tragicamente finito nel 1778.

L’esposizione sarà poi arricchita da una sezione digitale che consentirà al pubblico di vedere alcune opere conservate presso musei esteri, come il Ritratto di Ferdinando IV e la sua famiglia di Franz Linder, già facente parte delle raccolte del Kunsthistorishes Museum di Vienna, o il Ritratto della Regina Maria Carolina con l’Infanta Maria Teresa di Giuseppe Bonito, ora al del Museo Cerralbo di Madrid. In un ambiente multimediale appositamente allestito sarà, invece, possibile osservare in dettaglio alcuni particolari ingranditi del Ritratto del Real Infante messi a confronto con altre opere di Sanmartino. 

Saranno, inoltre, narrate le tecniche di analisi preventiva eseguite sulla statua dai Dipartimenti di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse, di Scienze Chimiche e Biologia dell’Università Federico II di Napoli, e la metodologia applicata nell’intervento di restauro conservativo effettuato nei laboratori della Reggia di Caserta. 

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Luigi Fusco - Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.

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