Capua, Museo Diocesano. Il restauro della Madonna col Bambino
Luigi Fusco – Venerdì 24 aprile, alle 11.30, presso il Museo Diocesano sezione Episcopio di Capua si svolgerà l’incontro sul restauro “Madonna col Bambino”, opera scultorea della fine del Quattrocento attribuita ai fratelli Giovanni e Pietro Alemanno.
L’evento si aprirà con i saluti di Sua Eccellenza Monsignor Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, e di Vincenzo Rossetti, architetto e direttore del Museo Diocesano.
Gli interventi saranno a cura di Paola Coniglio, storica dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Caserta e Benevento, di Giuseppe Di Palma, restauratore della ditta Di Palma Restauri, e di don Franco Duonnolo, direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali dell’arcidiocesi di Capua.
A concludere i lavori sarà Mariano Nuzzo, Soprintendente ABAP per le province di Caserta e Benevento.
Attualmente l’opera è collocata all’interno della Cappella del Santissimo Sacramento, in un angolo a destra dell’altare principale. La statua è reduce dalla mostra Restituzioni, Tesori d’Arte Restaurati tenutasi, da ottobre a gennaio scorsi, presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma.
La sua iconografia è quella della Vergine con il Bambino in grembo mentre regge un cardellino, simbolo,
quest’ultimo, della futura passione di Cristo. La presenza di questo piccolo uccello svela inoltre l’apparente serenità di Maria, che, per quanto contenta della sua maternità, è già consapevole del destino del proprio figlio.
In origine, quest’opera si trovava presso la Chiesa di Sant’Eligio ed era parte integrante di un retablo andato distrutto durante il Sacco della città avvenuto, nel 1501, ad opera di Cesare Borgia. Secondo la tradizione, i mercenari francesi del d’Aubigny, condottiero di re Luigi XII al seguito del Valentino, adocchiarono questa scultura con l’obiettivo di trafugarla, ma, come riporta la narrazione, non riuscirono nell’intento in quanto la scala che avevano in dotazione, indispensabile per agguantarla, si fece particolarmente pesante da non riuscire ad appoggiarla alla parete dove insisteva il grande retablo. Tale evento venne poi interpretato come un miracolo compiuto dalla Madonna, un prodigio che andava ad associarsi ad altri due, sempre di origine “mariana”, che si erano manifestati durante il tragico eccidio dei capuani.
La Madonna della Purità, insieme alle decorazioni ed alle opere tardo quattrocentesche stanti nella
Cappella dell’Arcivescovo Giordano Caetani d’Aragona, è tra le più importanti e preziose testimonianze di
cultura figurativa del tardo Quattrocento presenti a Capua che va a confermare il ruolo politico, religioso e strategico che la città ebbe durante la dominazione aragonese, di cui restano in centro tante altre tracce di natura architettonica, pittorica, scultorea e bibliografica, di cui si conservano diversi esemplari sia presso il Museo Campano sia nel Museo Diocesano.
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