Casatiello, salato o dolce è prelibato ma ha un nome indigesto

Casatiello, salato o dolce è prelibato ma ha un nome indigesto

Luigi Fusco

– Del “Casatiello” esistono due versioni: quella dolce e quella salata. A Napoli, per la maggiore, si intende una sorta di pane cotto al forno condito con formaggio, il caso appunto, da cui deriva il nome stesso della pietanza. Le sue origini sembrano essere molto antiche, ascrivibili all’età greco-romana. Difatti, numerose sono le testimonianze circa la preparazione di pani conditi che venivano offerti alla dea Cerere nel corso delle celebrazioni primaverili. Con l’avvento della cristianità c’è stata, poi, una trasposizione di questo piatto che, prevalentemente, viene approntato durante le festività pasquali. Dalla storia alla letteratura, il casatiello viene, addirittura, citato, nel Seicento, da Giambattista Basile nella narrazione della Gatta Cenerentola inserita nel volume Lo Cunto de Li Cunti.

Ancora oggi per il “casatiello” si osserva l’antico “disciplinare”. Si prende una pasta da pane fatta lievitare a cui si aggiungono sugna, pepe, salumi vari, cicoli e formaggi. Dopodiché viene lavorata e messa in un apposito stampo in modo da darle la forma di una ciambella. Successivamente si inseriscono le uova intere nella parte superiore del preparato, lasciandole, però, in parte sporgenti per poi sovrapporvi un po’ di pasta modellata a forma di croce.

Per i partenopei c’è poi la variante dolce, fatta con uova, zucchero, strutto e glassa e, infine, decorata in superfice con i “diavulilli” che sono dei confetti colorati. Questo tipo di casatiello è opportuno ricordare che è particolarmente diffuso a Caserta e ne esiste una versione simile che viene realizzata a Santa Maria Capua Vetere e che prende il nome di “Pignata”.

Buono non soltanto a pranzo nel giorno di Pasqua, ma anche come merenda da portar con sé durante le scampagnate di Pasquetta. Sia dolce che salato, in entrambe i casi si tratta di una pietanza molto “carica” in termini di ingredienti e calorie e, non a caso, si lega a una “proverbiale pesantezza”, difatti quando ci si trova in circostanze noiose, pedanti o verbose, c’è l’abitudine di dire: “I’ che casatiello”!

About author

Luigi Fusco
Luigi Fusco 646 posts

Luigi Fusco - Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.

You might also like

Primo piano 0 Comments

La bellezza esiste, Enzo Decaro per la Fondazione Mario Diana

Claudio Sacco – Enzo Decaro protagonista della serata speciale dal titolo “La bellezza esiste”, l’evento annuale promosso dalla Fondazione Mario Diana Onlus in ricordo della vita dell’imprenditore casertano. Nel Parco Archeologico

Attualità 0 Comments

26 agosto, Giornata del Cane. Per chi li ama è sempre dog day

Claudio Sacco – Il #26agosto è la Giornata Internazionale del Cane, un’occasione per ricordare agli uomini quanto l’animale domestico per eccellenza sia importante per migliorarci la vita e l’umore. Dunque,

Spettacolo 0 Comments

Maestri alla Reggia. Paola Cortellesi conquista il Palazzo

Marco Cutillo – I riflettori della Cappella Palatina erano spenti da novembre e l’attesa per il gran finale cresceva di giorno in giorno. Tuttavia Maestri alla Reggia non ha deluso

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply