Caserta celebra i Duran Duran, una notte indimenticabile
Redazione – Caserta si gode fino in fondo la lunga notte dei Duran Duran, quella destinata a entrare nella storia dell’estate cittadina. Piazza Carlo di Borbone continua a pulsare da giovedì sera. Più di diecimila persone hanno trasformato il piazzale della Reggia in una gigantesca arena a cielo aperto per l’unica tappa del Centro-Sud del tour della band inglese. Evento clou della rassegna “Un’Estate da Belvedere” ideato e diretto da Massimo Vecchione. Un’esplosione di nostalgia, ma soprattutto di energia. Per oltre due ore Simon Le Bon, John Taylor, Nick Rhodes e Roger Taylor hanno dimostrato che il tempo passa, ma il fascino resta intatto. Ventuno brani, uno dietro l’altro, da The Wild Boys a Hungry Like the Wolf, da The Reflex a Come Undone, passando per Ordinary World e Rio, fino al nuovo singolo Free to Love.
Ogni canzone un coro, ogni ritornello un viaggio nel tempo. Dopo il concerto, giovedì sera in tanti si sono attardati davanti alla Reggia per una foto, molti ripercorrevano la scaletta canticchiando The Wild Boys. Tanti si abbracciano dopo aver aspettato questa notte per quarant’anni. Bar pieni, tavolini occupati, pizzerie e ristoranti lungo la via del ritorno presi d’assalto. Caserta si è goduta fino in fondo la lunga notte dei Duran Duran, quella destinata a entrare nella storia dell’estate cittadina. Tra il pubblico giovedì c’erano famiglie intere, tanti genitori accompagnati dai figli. C’era chi aveva visto i Duran Duran negli anni Ottanta e chi li ascoltava dal vivo per la prima volta. Le emozioni si leggevano negli occhi. «È stato un concerto meraviglioso», racconta Luana Salvatore, giornalista musicale arrivata dalla Puglia. «Ho regalato questa serata ai miei genitori, entrambi settantenni. Mia madre non vedeva i Duran Duran dal 1988 e si è commossa. Ha detto che la Reggia può diventare l’Arena di Verona del Sud. Tutto bellissimo, anche la visita alla Reggia di stamattina». Per l’avvocato Gennaro Iannotti «erano un po’ invecchiati, ma ancora in forma. Era la serata che sognavamo da anni. Dentro quel concerto c’eravamo noi ragazzi, con i nostri ricordi, nella piazza dove è passata la nostra giovinezza». E quando le luci del palco si sono spente, la band ha voluto concedersi un ultimo assaggio d’Italia. La richiesta è arrivata direttamente nei camerini: pizza. Quella di Sunrise Pizza di Giuseppe Russo e Fabio Biondi. Tutti hanno scelto una margherita, ma con un tocco personale: peperoncino fresco crudo a parte per Simon Le Bon, salame piccante per John Taylor, olive nere per Roger Taylor e margherita rigorosamente classica per Nick Rhodes. «L’organizzazione ci ha riferito che sono state molto apprezzate». La notte dei Duran Duran finisce con la sensazione diffusa di aver vissuto qualcosa che va oltre un semplice concerto.
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