Che opera di Sanmartino! È il bimbo che dormiva nella Reggia

Che opera di Sanmartino! È il bimbo che dormiva nella Reggia

Luigi Fusco

– Si è tenuta presso la Sala degli Incontri d’Arte della Reggia di Caserta la conferenza stampa di presentazione dell’inedita piccola statua marmorea, raffigurante un bambino dormiente, attribuita allo scultore napoletano Giuseppe Sanmartino.

Nel corso dell’evento sono intervenuti il Direttore del plesso vanvitelliano Tiziana Maffei, il Direttore Generale Musei del Ministero della Cultura Massimo Osanna, per la Reggia sono inoltre convenuti il Coordinatore area cura e gestione delle collezioni – educazione e ricerche della Reggia Oreste Graziano, il Funzionario Promozione e Comunicazione Valeria Di Fratta, il Funzionario Restauratore Conservatore Anna Manzone, il Presidente Amici della Reggia Paolo Provitera, il Presidente Federazione Italiana Amici dei Musei, nonché Vicepresidente della World Federation of Friends of Museums, Italo Scaietta.

L’opera è stata rinvenuta a seguito della recente attività di risistemazione dei depositi, auspicata dalla Direzione del Museo, in virtù dei riallestimenti degli Appartamenti Storici. Nel corso del riordino è stata riportata “alla luce una piccola scultura raffigurante un bambino dormiente, eseguita in una pietra tenera dalle venature rosate […] testimonianza di una fattura di alto pregio artistico”. Un ritrovamento che ha spinto il “Direttore Maffei a chiedere alla struttura interna di approfondirne la conoscenza e di individuare il possibile autore, certamente tra i maggiori rappresentanti della scultura napoletana del Settecento”.

Dalle cronache già consultate è emerso che, nel 1775, a seguito della nascita del primogenito maschio di Ferdinando IV di Borbone, la sua consorte Maria Carolina d’Asburgo, in segno di riconoscenza per la grazia ricevuta, volle far eseguire un ritratto a grandezza naturale del piccolo principe ereditario, a cui venne dato il nome di Carlo Tito, che avrebbe dovuto assicurare la continuità dinastica dei Borbone sul trono di Napoli, solo che morì prematuramente a causa del vaiolo, ancor prima di aver compiuto quattro anni, il 21 dicembre del 1778. 

Il suo decesso avvenne presso il Casino di Caccia della Vaccheria, abbandonato poco dopo dal sovrano proprio a causa di questo tragico evento. Lo stesso Ferdinando IV in ricordo del suo primogenito e della figlioletta Marianna, morta anche lei di vaiolo un anno e mezzo dopo, fece realizzare, nel 1780, dal pittore romano Pompeo Batoni il dipinto Allegoria per la morte di due figli di Ferdinando IV di Borbone, attualmente esposto presso la Camera da Letto delle Loro Maestà nell’Appartamento Settecentesco del Palazzo Reale casertano.

Fonti della Reggia riportano che la scultura ritrovata doveva essere poi tradotta in argento per essere donata, come ex voto, al convento napoletano di San Francesco di Paola, santo al quale la regina era particolarmente devota. Considerata l’importanza della commissione, Maria Carolina chiese che il ritratto fosse eseguito dal primo scultore del Regno, Giuseppe Sanmartino, artista noto soprattutto per aver realizzato il Cristo Velato per la Cappella del Principe di Sansevero Raimondo di Sangro. 

Già dagli inventari di palazzo, redatti dopo l’Unità Italiana, si fa riferimento a quest’opera con affianco il nome di Sanmartino e con il titolo di Real Infante Carlo Tito di Borbone. Ulteriori studi e ricerche sul pezzo verranno condotte in concomitanza all’intervento di restauro. Il ripristino e la pulitura dell’opera verranno effettuati nell’ambito dell’Area cura e gestione delle collezioni, educazione e ricerca della Reggia di Caserta coordinata da Giuseppe Graziano. Sarà svolto all’interno dei Laboratori di Restauro della stessa Reggia da Anna Manzone, a cui si affiancherà un restauratore con esperienza trentennale nel settore per indicarle qualsiasi tipo di consulenza strettamente scientifica. Quest’iniziativa sarà resa possibile grazie al contributo dell’associazione Amici della Reggia di Caserta.  L’intervento verrà praticato nel rispetto dei criteri di minima invasività e sarà rivolto all’eliminazione dello sporco presente su tutta la superficie marmorea, contraddistinto da polvere mista a cera. Verranno, inoltre, effettuate indagini diagnostiche che consentiranno di individuare la metodologia da impiegare nel corso dell’attività di pulitura e di identificare il tipo di marmo impiegato dall’autore, così come il degrado fisico e biologico che al momento insistono sulla superficie della piccola statua. Per queste operazioni ci sarà la collaborazione del Dipartimento di Scienze Chimiche e di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. La Direzione del Museo, grazie anche al supporto dell’associazione Amici della Reggia di Caserta, intende, poi, celebrare la XVIII Giornata nazionale degli Amici dei Musei, prevista per domenica 3 ottobre, con un’esposizione eccezionale. Il Ritratto del Real Infante Carlo Tito di Borbone verrà, difatti, esposto per un giorno all’interno della Cappella Palatina. La scultura verrà presentata al pubblico, a conclusione dell’intervento di restauro, in una mostra che si terrà al complesso borbonico durante il periodo natalizio.

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Luigi Fusco - Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.

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