Cirque de Noël: il Castello di Limatola diventa il palcoscenico della meraviglia
Alessandra D’alessandro – Giunto alla sua sedicesima edizione, Cadeaux al Castello non è più soltanto un mercatino di Natale: è un viaggio emozionale, uno spettacolo itinerante che ogni anno trasforma il Castello di Limatola in un piccolo mondo incantato. Le antiche mura ospitano oltre cento espositori provenienti da tutta Italia, ma anche performance, scenografie e installazioni artistiche che accompagnano il visitatore lungo un percorso fiabesco. L’edizione 2025 si svolge nei weekend di novembre e poi senza sosta dal 28 novembre al 14 dicembre, un crescendo di emozioni inaugurato, come ogni anno, dalla prestigiosa Cena Benefica del 7 novembre.
Per raccontare questa edizione abbiamo intervistato Piera Sgueglia, che con la sua famiglia guida e rinnova ogni anno il progetto. Una voce energica, appassionata, che tra un ricordo e un’emozione ci ha fatto entrare nel dietro le quinte del Natale al Castello.
Piera, rappresenti oggi la nuova generazione del Castello di Limatola. Che emozione è per te?
«Nella nostra famiglia c’è un equilibrio bellissimo tra esperienza e innovazione. I miei genitori hanno portato la tradizione, mentre io e mio fratello stiamo sviluppando nuove idee, nuovi linguaggi, un modo diverso di immaginare il Natale al Castello.
Non era il mio obiettivo di vita iniziale, ma una volta entrata non sono più riuscita a farne a meno. Mio padre ci ha trasmesso una passione enorme per il nostro lavoro, per la cura dei dettagli e per la ricerca continua. Oggi sento la responsabilità di portare avanti ciò che ci ha lasciato, ma con uno sguardo che si prospetta in avanti».
Come nasce e come si è evoluto “Cadeaux al Castello”?
«È nato 16 anni fa da un’intuizione di mia madre. Lei e mio padre amavano i mercatini del Nord Europa e desideravano portare nel nostro castello quella stessa atmosfera fatta di luci, legno, profumi di cannella e artigianato autentico.
Siamo partiti con due o tre espositori, poi dieci, poi settanta. Oggi superiamo i cento, ma selezioniamo solo artigiani italiani, soprattutto realtà che conservano tradizioni autentiche. Ogni edizione è completamente nuova: scenografie, percorsi, luci, artisti. Il visitatore deve sentirsi sorpreso, accolto e soprattutto immerso nella magia».
Il Natale per la vostra famiglia ha un significato profondo. Come lo vivete oggi?
«Il Natale è il cuore pulsante del nostro lavoro. Fino a un anno e mezzo fa lo vivevamo con una forte presenza familiare; poi, con la perdita di papà, tutto è cambiato. Lo spirito natalizio è rimasto, ma ha un’enfasi diversa, più intima, più forte. È come se ogni luce del castello fosse un suo messaggio, un suo insegnamento che continua a guidarci. Ormai viviamo il Natale da dopo Ferragosto e non riusciamo a farne a meno: è parte di noi».
L’edizione 2025 ha come tema “Cirque De Noël”. Come avete costruito l’atmosfera di quest’anno?
«Il tema lo sceglie sempre mia madre e quest’anno ha voluto un mercatino d’impatto, un Cirque de Noël elegante, poetico, sorprendente. Abbiamo realizzato grandi installazioni interne, mongolfiere, strutture scenografiche, archi luminosi, tutte prodotte dai nostri falegnami e fabbri.
Poi ci sono più artisti: acrobati, performer, mascotte, il Grinch, la giostra, la ruota panoramica, persino la possibilità di fare un piccolo giro in mongolfiera mentre si attende la navetta. Ogni area ha un proprio mondo narrativo. E quest’anno la navetta è gratuita, un modo per accogliere ancora meglio i visitatori».
Il 7 novembre si è svolta la Cena Benefica inaugurale. Che emozioni hai provato?
«È il terzo anno che la organizziamo ed è un appuntamento a cui tengo tantissimo. Nasce come una serata tra amici, poi è diventata la nostra vera inaugurazione. La cena è stata ideata e realizzata da me insieme alla mia amica Luciana Montò, con la direzione artistica affidata a lei. Quest’anno abbiamo avuto ospiti come Elisabetta Gregoraci, Stefano De Martino, Gilda Ambrosio, Ludovica Coscione e tanti altri del mondo dello spettacolo e della cultura.
Personalmente provo sempre tanta emozione e un po’ di ansia, perché sono perfezionista e voglio che tutto sia perfetto. Ma so che questa cena produce un bene reale: ogni anno sosteniamo un ente diverso. Lo scorso anno abbiamo supportato la ricerca sul tumore al pancreas, che è la malattia che ha portato via mio padre; quest’anno abbiamo scelto di sostenere l’Ospedale Santobono Pausilipon di Napoli, grazie anche all’impegno di mia cognata, che è pediatra lì e ci racconta realtà molto forti».
Quest’anno il tema della cena era sempre “Cirque de Noël”: come lo avete interpretato?
«È stata una vera scenografia vivente. Abbiamo lavorato con Giotto Calendoli alla parte creativa, curando insieme la mise en place, i velluti, i colori, i punti luce, il tavolo a serpentina e ogni dettaglio che univa Natale e circo. La cena era un racconto in tre atti: antipasto di Ciccio Vitiello, primo di Mimì alla Ferrovia, dessert di Celestina, con il supporto dello chef Giovanni Natale del Castello. Artisti e danzatrici aeree accoglievano gli ospiti, creando un percorso emozionale. È stata una serata da ricordare».
Che messaggio lasci a chi non ha potuto partecipare ma desidera visitare il mercatino?
«Di venire a trovarci. A volte si pensa che un evento possa essere uguale a sé stesso, ma la magia del nostro mercatino è proprio che ogni anno è diverso. Ogni edizione ha un’energia propria, un mondo nuovo, una sorpresa che non si ripete. Il Natale, qui, cambia sempre. E vale la pena viverlo».
Tra luminarie, scenografie, food, artigianato e spettacolo, Cadeaux al Castello continua a essere una delle esperienze natalizie più affascinanti d’Italia. Nel racconto di Piera Sgueglia c’è tutto: la storia di una famiglia, la forza della tradizione, l’amore per la bellezza e la volontà di trasformare il Natale in un’emozione che coinvolge tutti.
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