Colori Divini. Inaugurata la mostra al Museo Diocesano di Sessa Aurunca
(Comunicato stampa) -Sarà visitabile fino al 6 aprile 2025 la mostra “COLORI DIVINI. La scultura lignea del Settecento in Terra di Lavoro”, promossa dalla Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento, in collaborazione con la Diocesi e con il Comune di Sessa Aurunca e presentata questa mattina nella Sala Pio IX del Museo Diocesano Diffuso Diamare.
L’occasione è unica per ammirare un gruppo di dieci raffinatissime sculture di soggetto sacro, dalla forte carica devozionale, realizzate da alcuni tra i più noti intagliatori attivi a Napoli tra la fine del Seicento e il secolo successivo. Le opere, per la prima volta esposte in mostra, si caratterizzano per la stretta relazione storica e culturale con i rispettivi territori di provenienza: figure sacre, realisticamente rappresentate, nelle quali le comunità si riconoscono e attraverso le quali rafforzano il senso di appartenenza che il Ministero della Cultura, attraverso la Soprintendenza Abap di Caserta e Benevento, tutela e conserva, promuovendone la conoscenza grazie alle costanti e continue attività messe in campo dal Soprintendente Mariano Nuzzo.
Nel corso dell’iniziativa odierna la mattinata è stata strutturata in due parti: la prima ha visto la presentazione del libro Notizie dai restauri. Nuove acquisizioni sulla scultura lignea del Settecento in Terra di Lavoro, Edizioni Saletta dell’Uva, a cura delle storiche dell’arte Paola Coniglio (Sabap di Caserta e Benevento) e Immacolata Salvatore (Sabap per il Comune di Napoli), sostenuto da Edison. Un libro che raccoglie quindici casi-studio che raccontano la storia conservativa e delineano il contesto storico-artistico delle opere, oggetto di restauri, effettuati con l’alta sorveglianza della Soprintendenza in sinergia con i parroci interessati e con le Diocesi di riferimento.
Durante la conferenza stampa di presentazione hanno portato i loro saluti il vescovo di Sessa Aurunca, di Teano-Calvi e di Alife-Caiazzo S.E.R. Monsignor Giacomo Cirulli, il Soprintendente delegato alla Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento Mariano Nuzzo, l’incaricato regionale BCE-CEC Don Roberto Guttoriello, il Direttore del Museo Diocesano Diffuso Diamare Antonio Maio, il sindaco di Sessa Aurunca Lorenzo Di Iorio e il responsabile della Centrale Edison di Presenzano Alessandro Di Paola. Sono seguiti gli interventi scientifici di Pierluigi Leone de Castris e di Gian Giotto Borrelli dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, moderati dal Funzionario della Soprintendenza di Caserta e Benevento Mariangela Mingione.
La seconda parte è stata dedicata alla visita della mostra “COLORI DIVINI. La scultura lignea del Settecento in Terra di Lavoro”, un’accurata selezione di dieci sculture con soggetto sacro, dotate di didascalie con QR-code per accedere a contenuti digitali. Gli enti prestatori sono l’Arcidiocesi di Benevento, l’Arcidiocesi di Capua, la Diocesi di Isernia-Venafro, la Diocesi di Sessa Aurunca e la Diocesi di Teano-Calvi, che ha contribuito con ben cinque opere. L’evento di presentazione si è concluso con una breve e apprezzatissima esibizione musicale del quintetto Orchestra Domenico Cimarosa.
Il Soprintendente Mariano Nuzzo ha dichiarato: “Accendiamo i riflettori sul
dialogo tra opere d’arte e manufatti di periodi e contesti territoriali differenti, inquadrando il tema trasversale della conservazione e della protezione del patrimonio. Un’esposizione con temporalità e storie differenti, legate ad idee brillanti, che si fondono con ragguardevoli espressioni dell’ingegno. Lo studio e la ricerca scientifica portata avanti con impegno dalle funzionarie Coniglio e Salvatore e la rinvigorita sinergia della Soprintendenza con le Istituzioni confluiscono nell’evento “Colori Divini”, che rafforza nella comunità la memoria storica e consolida lo spirito critico nei confronti della nostra splendida ricchezza materiale e immateriale. Il Ministero della Cultura si conferma come luogo di custodia e salvaguardia di un’eredità che appartiene a tutti”.
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