Cronache di una città in lotta: alla Feltrinelli Andrea Marino
(Comunicato stampa) -Domenica 22 marzo 2026 ore 11.00 presso la libreria Feltrinelli di Caserta presenteremo il volume di Andrea Marino, ricercatore presso l’Università degli Studi di Salerno: Dalla piazza alle armi. Protesta sociale, violenza politica e lotta armata a Napoli durante gli anni di piombo, Viella editore.
Con l’autore intervengono: Luigi Caramiello Ordinario di Sociologia e Processi culturali e comunicativi presso Università di Napoli Federico II, Francesco E. D’ Ippolito Direttore Dipartimento Scienze Politiche Unicampania Vanvitelli; Amedeo Lepore Ordinario di Storia Economica Unicampania Luigi Vanvitelli, Andrea Pomella Docente in Storia della Globalizzazione e della geo-economia Unicampania Vanvitelli
“Dalla piazza alle armi” di Andrea Marino racconta la Napoli degli anni di piombo evitando le narrazioni “standard” del terrorismo, una città dove il conflitto non si concentra nella fabbrica, ma si sposta tra università, rioni, lotte dei disoccupati e carcere. Conflitti dove la radicalizzazione matura dentro una modernizzazione diseguale e in una presenza dello Stato spesso intermittente. In questo teatro urbano,
la protesta diventa un linguaggio con cui esprimersi e, per alcuni, una via senza ritorno. Il libro ricostruisce questa traiettoria seguendo la continuità e le fratture tra la militanza di Lotta continua nei quartieri popolari e nei luoghi della marginalità, la nascita dei Nuclei Armati Proletari, con la loro scelta di puntare sul “proletariato extralegale” e su un’idea di antagonismo che mette in tensione politica e illegalità. Non una semplice cronaca di attentati, ma l’analisi di una trasformazione sociale
dove si costruiscono linguaggi, legittimazioni e identità che ideologizzano la violenza. Dalla crisi dei NAP alla stagione brigatista, Andrea Marino narra le vicende della colonna napoletana delle Brigate rosse e la svolta legata a Giovanni Senzani passando per le vicende dell’offensiva contro il potere politico locale, l’impatto del terremoto del 1980 come acceleratore dei processi sociali, il sequestro Cirillo e la
zona grigia dei contatti con la criminalità organizzata. Ne emerge un quadro analitico rigoroso capace di spiegare le inquietudini e le contraddizioni della Napoli degli anni di piombo, che non è periferia della storia nazionale, ma un osservatorio per capire perché, a un certo punto, si realizza il dramma in cui la piazza possa trasformarsi in arma.
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