Dalle aule del Giordani al Senato, la voce di Simonetta Lamberti nel segno della legalità
Redazione – La memoria di Simonetta Lamberti, la bambina di appena undici anni strappata alla vita il 29 maggio 1982 in un vile attentato camorristico destinato al padre, il magistrato Alfonso Lamberti, è tornata a vibrare oggi, 26 marzo, nel cuore delle istituzioni italiane, trovando spazio e solennità presso la sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica. L’occasione è stata la presentazione del volume “Sono Simonetta”, un’opera intensa e necessaria della giornalista e autrice Anna Copertino, che attraverso un raffinato lavoro di narrativa biografica e memorialistica è riuscita a ricostruire con estrema sensibilità e rigore documentale la tragica vicenda della giovanissima vittima della criminalità organizzata. Il libro non si limita a ripercorrere i fatti di una cronaca troppo a lungo cristallizzata nel dolore, ma compie un atto di giustizia poetica e civile restituendo identità e dignità a Simonetta grazie al prezioso contributo della madre, Angela Procaccini, e al recupero dei quaderni e degli scritti autografi della bambina, trasformando così una ferita privata in una testimonianza viva e universale. Ad aprire l’evento sono stati i saluti istituzionali della Senatrice Giovanna Petrenga, promotrice dell’iniziativa, la quale ha sottolineato l’importanza di portare simili narrazioni nei luoghi dove si esercita la democrazia, mentre il dibattito, moderato con equilibrio dalla dirigente scolastica Antonella Serpico, ha offerto ai presenti un confronto multidisciplinare di alto profilo capace di intrecciare letteratura, diritto e impegno sociale. Oltre all’autrice, sono intervenuti figure di spicco come la stessa Angela Procaccini, che ha offerto una testimonianza commovente su come il dolore possa essere trasfigurato in una missione educativa incessante, l’avvocato cassazionista Maria Orlando, che ha analizzato il caso sotto una lente giuridica profondamente umana, e il magistrato Gionata Fiore, che ha invitato a una riflessione collettiva sul valore della giustizia e sulla persistenza della lotta alle mafie. Il vero cuore pulsante dell’incontro è stato però rappresentato dagli studenti dell’IIS “Giordani” di Caserta, protagonisti del progetto “Lettura” e coordinati dalla professoressa Maria Teresa Scarano, i quali hanno dato voce ai passaggi più significativi del testo attraverso un reading che ha saputo emozionare l’uditorio, dimostrando plasticamente come la memoria possa e debba trasformarsi in una responsabilità attiva capace di nutrire la coscienza critica delle nuove generazioni. La presenza di questi giovani tra le mura del Senato ha ribadito con forza il messaggio centrale dell’iniziativa: la storia di Simonetta non appartiene solo al passato, ma continua a parlare al presente, ricordando a ogni cittadino che il dovere della memoria non è un atto passivo e non conosce scadenza, ma rappresenta il pilastro fondamentale su cui edificare una società libera dall’oppressione criminale.
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