Domenica 29 marzo: un’ora di sonno in meno per un pieno di energia

Domenica 29 marzo: un’ora di sonno in meno per un pieno di energia

Tiziana Barrella – Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 l’Italia adotta nuovamente l’ora legale: alle 2:00 le lancette vengono portate avanti di un’ora. Il cambiamento, stabilito da una direttiva dell’Unione Europea, avviene ogni anno ed ha l’obiettivo di ottimizzare l’uso della luce naturale.
Questo sistema consentirebbe infatti un risparmio energetico rilevante, riducendo il consumo di elettricità per l’illuminazione artificiale e producendo benefici economici su scala nazionale. Ma Ll’effetto più evidente nella vita quotidiana dell’allungamento delle ore di luce nel pomeriggio e nella sera, è sul benessere e sull’umore delle persone. Un’ora di luce in più favorisce le attività all’aperto e modifica la percezione delle giornate.
Non manca chi rileva anche effetti sull’organismo: il passaggio può alterare temporaneamente il ritmo sonno-veglia, causando stanchezza, difficoltà di concentrazione e piccoli disagi che tendono comunque a risolversi nel giro di pochi giorni.
L’ora legale ha origini storiche che risalgono alla Prima guerra mondiale ed è stata introdotta stabilmente in Italia nel 1966. Negli ultimi anni il tema è tornato al centro del dibattito europeo, senza però portare a una decisione definitiva sulla sua eventuale abolizione.
Il sistema rimane quindi in vigore: nel 2026 l’ora legale terminerà il 25 ottobre, quando si tornerà all’ora solare. Si tratta di una misura che continua a rappresentare un equilibrio tra risparmio energetico e adattamento dei ritmi biologici, mantenendo una funzione pratica nonostante le discussioni ancora aperte.

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Tiziana Barrella
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Pubblicista. Avvocato del Foro di Santa Maria Capua Vetere. Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Giuridico Italiano. Segue numerose attività formative per alcune Università italiane. Svolge docenza e formazione per enti pubblici, privati e università. Profiler e studiosa di criminologia e psicologia comportamentale, nonché specializzata già da anni, nello studio della comunicazione non verbale e del linguaggio del corpo, con una particolare attenzione rivolta al significato in chiave criminologica delle azioni eterolesive ed autolesive, necessarie per la redazione di un profiling.

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