Don Nicola Pecoraro, 50 anni di sacerdozio tra fede, scienza e amore per i giovani

Don Nicola Pecoraro, 50 anni di sacerdozio tra fede, scienza e amore per i giovani

Tiziana Barrella – Sabato 25 ottobre 2025, alle ore 18.30, presso il Santuario di Maria Ausiliatrice dell’Istituto Salesiano “Sacro Cuore di Maria”, Caserta, si terrà una Messa Solenne per celebrare i 50 anni di sacerdozio di Don Nicola Pecoraro.
L’evento, promosso dai Salesiani Don Bosco di Caserta e dall’Unione Exallievi Don Bosco “Umberto Cirillo”, sarà un momento di grande spiritualità e gratitudine, in cui l’intera comunità si stringerà intorno a un uomo che ha dedicato la sua vita a Dio e ai giovani, con uno stile unico che unisce cultura, fede e impegno civile.


La celebrazione rappresenta il giubileo sacerdotale di Don Nicola, figura carismatica del mondo salesiano, sacerdote e biologo, noto anche per il docufilm di successo “Tornare a casa”. In lui convivono in perfetto equilibrio scienza e spiritualità, due dimensioni spesso viste in contrasto ma che nella sua esperienza diventano strade complementari verso la verità.
Festeggiare questo traguardo significa onorare una vocazione lunga mezzo secolo, fatta di sacrifici, sfide e grandi soddisfazioni. Come scriveva Vittorio Alfieri: “Volli e volli sempre e fortissimamente volli”. Ed è proprio la forza di volontà, la coerenza nel percorso di fede e la dedizione ai giovani sono i tratti distintivi di Don Nicola, che ha saputo unire il rigore scientifico alla spiritualità cristiana, senza mai smarrire la propria strada.
“Qui ci insegnarono ad essere giovani sempre” è la frase simbolo scelta per la celebrazione. Non è solo un ricordo del passato, ma un richiamo attuale all’energia, all’entusiasmo e alla speranza che Don Nicola ha saputo trasmettere per decenni a intere generazioni di studenti, ex allievi e fedeli. Un messaggio che resta più vivo che mai, in un mondo che ha oggi più che mai bisogno di testimoni
Cinquanta anni di sacerdozio non sono solo un anniversario da celebrare: sono una storia di vita, di fede e di servizio, scritta giorno dopo giorno tra aule scolastiche, laboratori scientifici, campi missionari e onde radio. È la storia di un sacerdote salesiano che ha scelto di dedicare la sua esistenza ai giovani, intrecciando con semplicità e passione la fede e la scienza, la spiritualità e la concretezza del vivere quotidiano.
La sua vocazione nasce da un “sì” pronunciato mezzo secolo fa, con lo spirito di Don Bosco, e rinnovato ogni mattina nella semplicità del servizio. «Essere salesiano significa camminare con i giovani, condividere con loro la gioia, le fatiche, i sogni, e aiutarli a crescere come persone e come credenti», racconta.
Gran parte della sua missione si è svolta nella scuola: aule piene di ragazzi, microscopi, provette, lavagne e telescopi. Ha insegnato chimica, astronomia e biologia, ma soprattutto ha cercato di trasmettere stupore per la bellezza del creato. «La scienza per me è una finestra aperta su Dio. Ogni scoperta, ogni fenomeno naturale, ogni legge che governa l’universo racconta qualcosa di più grande. Non c’è opposizione tra scienza e fede: sono due vie che si incontrano e si illuminano a vicenda.»
La sua vita, però, non è rimasta chiusa nelle aule. Radioamatore per passione, ha messo le sue competenze a disposizione della Protezione Civile, per intervenire in situazioni di emergenza e di pubblica assistenza. Ma la radio è diventata anche ponte di evangelizzazione e di fraternità: grazie ai suoi collegamenti, una missione cattolica in Madagascar ha potuto comunicare con l’esterno, in un territorio dove il telefono non esiste. Un filo invisibile ma fortissimo, capace di unire due mondi lontani attraverso la solidarietà e la fede.
Alla tecnologia ha unito la missione sul campo. Ha accompagnato gruppi di giovani in esperienze di servizio in paesi poveri come Madagascar, Perù e Guatemala. «Non si tratta solo di dare aiuto materiale — spiega — ma di vivere l’incontro con l’altro. Sono esperienze che cambiano il cuore: ai giovani aprono gli occhi sulla realtà, a me ricordano ogni volta perché ho detto “sì” al Signore.»
La sua passione per la ricerca lo ha condotto anche in un percorso molto personale e toccante: dopo anni di paziente lavoro e indagini storiche, è riuscito a ritrovare e identificare con il DNA il corpo di suo zio, un soldato caduto in Grecia nel 1940. «È stata un’esperienza intensa — confida —, non solo per il risultato, ma perché mi ha ricordato che la verità, la memoria e la giustizia sono anch’esse parte della missione di un sacerdote: accompagnare la vita delle persone in tutte le sue dimensioni, anche le più delicate.»
Guardando indietro, non nega le difficoltà. «Ho avuto momenti di incertezza, di fatica, di domande. Ma ho imparato che con una fede viva e quotidiana in Dio, unita a una fiducia profonda in se stessi, si può affrontare tutto. Dio non toglie gli ostacoli, ma dà la forza per superarli».
Questa forza, dice, è arrivata anche e soprattutto dalla comunità: confratelli salesiani, chiesa, colleghi, famiglie e giovani. «La vocazione non è mai un cammino solitario. Ho ricevuto tanto, forse più di quanto ho dato. E questa è la bellezza della vita sacerdotale: scoprire Dio nella relazione con gli altri».
C’è un filo che attraversa tutta la sua storia: la fiducia nel bene che c’è nelle persone. «Ho imparato a guardare gli altri con uno sguardo positivo. Anche nei momenti difficili, ho visto che dentro ciascuno c’è un seme di bene che può crescere, se qualcuno crede in te. Ed è questo che ho cercato di fare con i giovani: camminare accanto a loro, aiutarli a scoprire la loro forza interiore».
Oggi, dopo cinquant’anni di sacerdozio, il suo sguardo non è rivolto solo al passato ma anche al presente e al futuro. «Ogni giorno è ancora un dono — dice con un sorriso. «Non si smette mai di servire, di imparare, di sperare. Se c’è un messaggio che vorrei lasciare, è questo: con fede, fiducia e ottimismo, la vita diventa un cammino ricco e sorprendente. E Dio ci accompagna, sempre».

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Tiziana Barrella
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Pubblicista. Avvocato del Foro di Santa Maria Capua Vetere. Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Giuridico Italiano. Segue numerose attività formative per alcune Università italiane. Svolge docenza e formazione per enti pubblici, privati e università. Profiler e studiosa di criminologia e psicologia comportamentale, nonché specializzata già da anni, nello studio della comunicazione non verbale e del linguaggio del corpo, con una particolare attenzione rivolta al significato in chiave criminologica delle azioni eterolesive ed autolesive, necessarie per la redazione di un profiling.

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