D’Orsi / Pagliaro, doppia mostra personale al Museo Calatia
-Apre i battenti sabato 21 maggio alle ore 18 nella splendida sala del Museo Archeologico Calatia di Maddaloni la doppia mostra personale di Silvano D’Orsi e Roberto Pagliaro dal titolo “La bellezza è sempre un’arte”. Questa esposizione viene presentata dal critico d’arte prof.ssa Rita Castigli. Ecco il testo. Le ultime produzioni di Silvano D’Orsi sono più misteriose di quanto una prima occhiata farebbe credere. Si focalizzano su un repertorio limitato e perfettamente riconoscibile, busti femminili che, come le bottiglie di Morandi, sono resi essenziali dal loro isolamento, divengono un mondo e si fanno carico della totalità dell’esperienza. Il sogno erotico del corpo femminile annulla tutto il resto e fa il vuoto intorno. La brezza leggera di un sorriso sfiora queste immagini e si lascia sedurre dalle trasparenze e dalle linee sinuose. Sta al gioco. Ma, riflettendoci, il suo sogno è anche analogo agli esperimenti di geometrie ideali care ai pittori del nostro Quattrocento, una dimostrazione di volumetria e di calligrafia alla ricerca della forma, del principio astratto dietro alla sua manifestazione. Niente volti, come sempre. E, come sempre, il piacere del disegno e la gioia della costruzione della bellezza, rifugio in cui annullarsi e redimersi in questi tempi cupi e inquietanti. Silvano non sfugge al dolore che ci investe come una marea dagli schermi televisivi. Nei due quadri dove si allineano rettangoli chiari come finestre senza più infissi o lapidi di un cimitero vi è il riflesso delle tante morti della guerra mentre scheletri di alberi tendono le mute braccia al cielo vuoto. Roberto Pagliaro insegue, come un insistente “paparazzo” d’altri tempi, il suo personaggio ricorrente protagonista di cronache surreali. Il risultato sono dei flash che ritraggono situazioni che hanno la consistenza dei sogni. Sono i sogni che la mente cerca di afferrare al risveglio e ricostruisce per frammenti che si presentano come paradigmi. Tra questi si muove la personificazione del Pittore stesso, il suo “avatar” che si trova a vivere in una dimensione dove il tempo si comprime e si esprime in colori intensi, diversi da quelli della vita reale. Le forme fluttuano libere dove la gravità è assente e avvengono incontri con schemi e feticci che solo lì sono reali. L’immaginario spazza via i limiti dell’esperienza concreta e prende forma sensibile. I quadri sono finestre sul mondo interiore dell’Artista che le apre perché gli spettatori vi scoprano verità che sono anche le loro, vi scoprano nei colori l’intensità delle emozioni che incendiano e danno senso alla vita, le forme archetipali con cui leggiamo il nostro vissuto. Ma questi quadri sono anche schermi di computer dove, in un videogioco, l’avatar del Pittore può viaggiare senza peso ed esplorare un mondo immaginario, ogni viaggio è un’esperienza da vivere e giocare senza mai giungere ad una destinazione finale, senza mai esaurire la ricerca.
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