Eschilo in scena all’Anfiteatro Campano con l’Isiss Amaldi-Nevio
(Comunicato stampa) -Sabato 27 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, nello splendido scenario dell’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, gli allievi del laboratorio di teatro dell’ISISS Amaldi-Nevio hanno portato in scena Sette contro Tebe di Eschilo. Circa trecento spettatori hanno riempito in ogni ordine di posti lo spazio antistante le sette arcate, per la prima volta adibito a luogo scenico e scenario mozzafiato per una drammaturgia che, trattando dei sette assedianti di Tebe, non avrebbe potuto ricevere migliore ambientazione. Originale e avvincente la regia contemporanea e visionaria di Marco Sgamato, capace di calare nel panorama geopolitico attuale il ricco testo eschiliano, lasciato inalterato nelle sue profonde inflessioni poetiche. Tebe assediata dai sette nemici era Kiev assaltata da Putin e i suoi alleati che, ritratti su inquietanti stendardi, dall’ayatollah Khamenei al cinese Xi Jinping, sbucavano da ciascuna delle arcate, illuminate di rosso sangue alla minacciosa sortita dei vessilliferi (Mario Castiglia, Salvatore D’Abrosca, Luigi De Matteis, Alessandro Gazzillo, Ezio Girardi, Angelo Dario Papale, Davide Vitrone). Eteocle, il re di Tebe, era Zelensky, interpretato da un impeccabile Luigi Ventriglia: a ciascun avversario, annunciato dal Messaggero (un sorprendente Pierpaolo Puleo) e dalla Corifea (un’intensa Rosalba Funiciello), il presidente dell’Ucraina, giocando con le iconostasi, richiamanti la fede ortodossa del popolo di Kiev, opponeva i suoi amici, da Trump a Macron, salvo affrontare lui stesso il rivale della settima porta, il fratello Polinice, ossia Putin, con cui condivide radici etniche, storiche e culturali. Particolarmente emozionanti la processione delle tebane/ucraine (Bruna Latino Quirto, Eliana Concini, Angela Sorbo, Angela Gaudiano, Chiara Santillo, Martina Iannone, Marta Macrì) e l’annuncio del duello finale con lo sbandieramento del vessillo ucrainoaffidato a Nikita Penchenko. Insomma, uno spettacolo di notevole spessore che ha entusiasmato il folto pubblico e riscosso giudizi critici favorevoli, confermando la bontà del lavoro svolto dal Maestro Sgamato, coadiuvato dall’instancabile prof. Guglielmo de Maria e dalla prof.ssa Renata D’Angelo, raffinata scenografa e creativa costumista, in un laboratorio oramai stabile, fiore all’occhiello di una scuola davvero viva. Merito della Dirigente Rosaria Bernabei e dei docenti che, impegnati su più fronti, non risparmiano le loro energie e competenze al fine di avviare i giovani all’arte, alla cultura, alla civiltà delle scienze e delle lettere. La performance ha peraltro confermato le solide relazioni del Liceo con le istituzioni, dal Museo Archeologico retto dalla illuminata direzione della dott.ssa Antonella Tomeo al Comune rappresentato dalla dott.ssa Annamaria Ferriero, e con le varie associazioni locali religiose e laiche che hanno contribuito in maniera generosa e disinteressata al grande successo della serata.

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