Etruschi al Mann per un altro mese, reperti da Terra di Lavoro
– Prorogata fino al 28 giugno la grande esposizione dedicata agli Etruschi in corso al Museo Nazionale Archeologico di Napoli. La mostra, a cura di Paolo Giulierini e Valentino Nizzo, inaugurata un anno fa e in programma fino al 31 maggio, consta di ben seicento reperti visibili, suddivisi tra opere d’arte e oggetti afferenti alla cosiddetta cultura materiale.
L’esposizione si sviluppa lungo un arco temporale di circa sei secoli, dal X al IV sec. a.C., attraverso un percorso di indagine dedicato alla ricostruzione delle fondamenta storiche della civiltà etrusca, il cui potere derivava soprattutto dal controllo delle risorse naturali delle fertili pianure della Padania e della Campania.
Suddiviso in due sezioni, l’allestimento della mostra è stato curato nei minimi dettagli lasciando un considerevole spazio anche all’esposizione di reperti restaurati già facenti parte delle raccolte del museo archeologico napoletano.
L’obiettivo dell’iniziativa è stata la restituzione, ad un pubblico di curiosi e di appassionati della materia, delle testimonianze lasciate dagli etruschi in Campania, ma anche la riscoperta dei loro rapporti con la Magna Grecia, così come la conoscenza di tutti gli aspetti legati allo studio della loro civiltà e cultura.
Grande attenzione è stata, poi, rivolta alla provincia di Caserta attraverso la presenza di reperti provenienti dalle necropoli di Carinaro, Gricignano d’Aversa e Capua: tracce preziose appartenenti a necropoli riferibili alla cultura protovillanoviana e villanoviana, già conservate presso i musei archeologici di Santa Maria Capua Vetere e Succivo.
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