FaziOpenTheater, a Capua va in scena il Teatrodanza

FaziOpenTheater, a Capua va in scena il Teatrodanza

Redazione – Domenica 25 gennaio alle ore 19.00, la Sala Teatro “Andrea Vinciguerra” di Palazzo Fazio a Capua ospiterà il settimo spettacolo della rassegna FaziOpenTheater, direzione artistica di Antonio Iavazzo. In programma la Sezione Teatrodanza, curata da Annamaria Di Maio, che si conferma come uno degli appuntamenti più significativi del panorama coreutico campano. La serata si articola in due quadri distinti ma idealmente dialoganti, che attraversano temi profondi come il tempo, la memoria, la resistenza culturale e il potere simbolico dell’arte.

Ad aprire la serata sarà “Harmless”, produzione della Arb Dance Company di Capua, realizzata con il sostegno del MIC e della Regione Campania. La coreografia di Irma Cardano, interpretata da Monica Cristiano e Luigi D’Aiello, si sviluppa come una riflessione poetica sulla materia e sul divenire. I corpi in scena evocano la pietra, elemento apparentemente inerte ma in realtà attraversato da una vita silenziosa e millenaria.
La danza diventa così metafora dello scorrere del tempo, di una trasformazione lenta ma inesorabile, in cui immobilità e movimento convivono in un equilibrio sospeso. La direzione artistica è affidata ad Annamaria Di Maio, che guida il lavoro verso una dimensione essenziale e contemplativa.

Il secondo quadro propone “Storie di carta. Viaggio nelle parole”, a cura dell’Associazione Campania Danza di Salerno, con il sostegno della Regione Campania. La coreografia di Simone Liguori, su drammaturgia di Eirene Campagna, coinvolge un ensemble di danzatori composto da Francesca D’Arienzo, Olimpia Milione, Melania Nicastro, Simone Centanni e Luigi Lambiase, sotto la direzione artistica di Antonella Iannone.
Lo spettacolo trae ispirazione da due opere letterarie emblematiche, I custodi del libro di Geraldine Brooks e Una solitudine troppo rumorosa di Bohumil Hrabal, intrecciando le figure del bibliotecario che salva l’Haggadah di Sarajevo e di Hanta, distruttore e creatore di cultura. Attraverso il simbolismo dei libri, la danza racconta il fragile confine tra distruzione e rinascita, tra oblio e memoria.

Due visioni coreografiche diverse ma complementari, che fanno della teatrodanza uno spazio di pensiero e di resistenza, restituendo al pubblico un’esperienza intensa, evocativa e profondamente contemporanea.

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