Formicola, con Michele Placido rivive la famiglia dei Carafa

Formicola, con Michele Placido rivive la famiglia dei Carafa

Tiziana Barrella

-Formicola, un comune in cui storia, cultura, leggende e miti si fondano sapientemente fra loro, ha visto svolgersi, nel celebre “Palazzo Carafa” appartenuto alla nobile famiglia napoletana, una delle tappe previste della Randonnée Reale, manifestazione cicloturistica che valorizza parte del territorio casertano.

Attraverso eventi culturali, spettacoli, visite guidate e degustazioni di prodotti a km 0 anche altri borghi (Giano Vetusto, Castel di Sasso, Dragoni e Liberi) ospiteranno la quinta edizione dell’evento. Ieri sera, artisti del calibro di Michele Placido, hanno ricordato la famiglia Carafa e in particolar modo la vita di Diomede IV Carafa, il poco amato nobile del 1500, il cui fratello Giuseppe, fu condannato dal popolo affamato dalle eccessive gabelle e dai soprusi della famiglia alla pena più estrema: la decapitazione e il dilaniamento del corpo. I suoi resti sono conservati a tutt’oggi nella Chiesa dello Spirito Santo.

Diomede Carafa, Conte di Maddaloni scampato alla morte, intrecciò la sua vita anche con il celebre e rivoluzionario Masaniello, Tommaso Aniello, giovane pescivendolo rivoltoso che divenne il simbolo della popolazione napoletana stanca delle prevaricazioni.

Santa Maria del Castello

Formicola risale all’XI secolo ed accanto a edifici medioevali di grande pregio vi è anche un ricco patrimonio architettonico costituito da chiese e conventi come il santuario di Santa Maria del Castello, meta di numerosi pellegrinaggi, la Chiesa di San Prisco edificata nel IX secolo, la neoclassica Chiesa di Santa Cristina V.M.,  la Chiesa di Santa Maria della Pietà con la sua tipica pianta a forma di croce greca, la Chiesa di Tutti i Santi, il Convento Virginiani.

Formicola è anche la sede di leggende  che darebbero impulso alla nascita stessa di luoghi di culto come  il Santuario del Castello che si erge a 335 metri sul livello del mare; nell’ IX secolo una donna salì sull’altura dove fu sorse poi il Santuario per prendere della legna, ma durante la raccolta della stessa fu vittima di un lupo che afferrò il neonato che aveva portato con sé sparendo nei boschi. Secondo quanto si narra, la donna disperata, pregò la Madonna e le promise che se le avesse fatto ritrovare il neonato si sarebbe prodigata per costruire  una cappella in suo onore: così avvenne!

Ancora oggi si narrano storie e miti che rendono il Comune casertano un luogo da ammirare per le sue bellezze architettoniche, naturali, gastronomiche e per gli eventi come la Randonnée Reale! 

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Tiziana Barrella
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Avvocato del Foro di Santa Maria Capua Vetere. Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Giuridico Italiano. Segue numerose attività formative per alcune Università italiane. Svolge docenza e formazione per enti pubblici, privati e università. Profiler e studiosa di criminologia e psicologia comportamentale, nonché specializzata già da anni, nello studio della comunicazione non verbale e del linguaggio del corpo, con una particolare attenzione rivolta al significato in chiave criminologica delle azioni eterolesive ed autolesive, necessarie per la redazione di un profiling.

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