Franco Pepe cavaliere della Repubblica, la sua pizza è storia
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Il maestro pizzaiolo Franco Pepe ha voluto condividere questo momento con amici, collaboratori e congiunti al Vovo Pacomio nel centro storico di Caserta. Il neocavaliere Pepe sottolinea ai microfoni di Ondawebtv: «La pizza è uno strumento per raccontare. L’importante è credere in ciò che si fa. Io ho iniziato con poco formandomi con l’aiuto di mio padre e ora ho 41 ragazzi che lavorano per me, 3 in Franciacorta, 2 a Ginevra e tre a Honk Kong. Tutti lavorano per la mia identità di pizza che rispetta il territorio». Eri emozionato? «L’emozione, certo. In questa giornata importante del 2 giugno, circondato da tanti ufficiali, ho ricordato mio nonno. La mia famiglia nella Seconda Guerra Mondiale ha garantito una continuità nella panificazione. Mio nonno all’epoca distribuiva il pane con l’esibizione della tessera. Qualcuno mi ha raccontato che ha rischiato anche di essere fucilato perché, facendo panelli di mezzo chilo e avendo diritto ogni tessera a 150 grammi di pane, ogni tre razioni rimanevano 50 grammi che lui consegnava a chi non aveva la tessera. Per questo credo che il riconoscimento attribuitomi vada a tutta la famiglia».
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