Fuochi, fiaccole e rinascita: la Candelora tra storia e simbolo

Fuochi, fiaccole e rinascita: la Candelora tra storia e simbolo

Tiziana Barrella – La Candelora, celebrata il 2 febbraio, è una festa cristiana che nel tempo si è sovrapposta a rituali più antichi legati alla luce e al cambio di stagione. In molte culture precristiane, infatti, questo periodo segnava simbolicamente l’avvicinarsi della primavera. L’inizio del mese di febbraio veniva visto come un momento in cui la natura cominciava a prepararsi a ripartire. Celebrando il ritorno della vita, attraverso fuochi, fiaccole e rituali legati al ciclo delle stagioni si immaginava di apportare energia positiva e vitale volte ad allontanare il buio ed il freddo invernale.
Nell’antica Roma molte erano le pratiche di purificazione e rinnovamento collocate in questo particolare periodo dell’anno. Il calendario romano era ricco di celebrazioni che ruotavano attorno al tema della rinascita, della fertilità e del passaggio verso una fase nuova, in sintonia con il mutamento della luce e con le esigenze del mondo agricolo. Si celebrava infatti la dea Febris, associata alla guarigione ed alla purificazione; pare che le donne del tempo girassero appunto per le strade della città con fiaccole accese al fine di ottenere la guarigione e scacciare le malattie. Qualcuno vede in questa usanza una ritualistica antesignana della Candelora
Con l’avvento del Cristianesimo, il Vangelo di Luca ci ha guidati in un evento in cui la luce assume un alto valore simbolico. Quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, Maria e Giuseppe si recano a Gerusalemme per compiere quanto prescritto dalla legge di Mosè, presentando il Bambino al Tempio e partecipando al rito di purificazione. Qui avviene l’incontro con Simeone, un anziano che riconosce in Gesù la salvezza promessa. il Bambino è annunciato come luce destinata non solo a Israele, ma a tutti i popoli.
Il segno più visibile della festa è quindi la luce. Non a caso si parla di “Candelora”: le candele, benedette e distribuite ai fedeli, rappresentano Cristo come luce che illumina le genti. In molte comunità, queste candele vengono conservate con cura, spesso legate con un nastro rosso, per essere poi utilizzate il giorno successivo, durante la festa di San Biagio, tradizionalmente invocato come protettore della gola.
Il simbolo universale della luce che vince il buio e’ un elemento fondamentale anche in altre tradizioni culturali. Nel Diwali, la grande festa induista celebrata in autunno, vengono accese lampade e fiammelle nelle case e nelle strade portando un messaggio collettivo: la luce come speranza, come bene che prevale sul male, come rinnovamento interiore e comunitario.
Due tradizioni lontane per origine e calendario, ma vicine perché, in ogni cultura, accendere una fiamma significa attraversare l’oscurità e in qualche modo superarla. La luce quindi, si trasforma non solo in un fenomeno naturale, ma assurge a simbolo, memoria e promessa.

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Tiziana Barrella
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Pubblicista. Avvocato del Foro di Santa Maria Capua Vetere. Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Giuridico Italiano. Segue numerose attività formative per alcune Università italiane. Svolge docenza e formazione per enti pubblici, privati e università. Profiler e studiosa di criminologia e psicologia comportamentale, nonché specializzata già da anni, nello studio della comunicazione non verbale e del linguaggio del corpo, con una particolare attenzione rivolta al significato in chiave criminologica delle azioni eterolesive ed autolesive, necessarie per la redazione di un profiling.

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