Giornata della Memoria: “Otto”- Nicla Cantone Iti Giordani
“Il mio numero è 1348,
fa rima con la mia età, 8.
Vorrei trovare solo una via di sotto
per scappare con il mio orsacchiotto.
Qui ci sono tanti corpi,
Profanati,
Mutilati,
Insanguinati,
sono i corpi degli uomini fucilati o bombardati.
Impauriti ,
Piangenti,
Malati,
Sono gli occhi di noi bimbi abbandonati.
Quel boato che rompe il silenzio tanto amato ,
quello che mi lascia solo amaro.
Quel silenzio dopo il boato,
tanto amato ,
perché sembra che il mondo un po’ di speranza mi abbia dato.
Artigiani , contadini , arrotini
trattati tutti come burattini.
Per non parlare di noi bambini
Che diventiamo tutti dei piccoli soldatini.
Le donne invece piangono le loro doglie,
Il ritorno della famiglia sono le uniche voglie.
Boati assordanti
Ed i morti sono tanti.
Quanti pianti
che all’unisono sembrano tristi canti.
Il mio numero è 1348,
fa rima con la mia età, 8.
finalmente sono in mondo silenzioso,
arrivare qui è stato abbastanza afoso,
ma finalmente non sentirò più nessun boato fastidioso.
Qui il tempo è fermo ai miei 8,
almeno però non lotto.”
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