Giornata della Memoria, tra storia e coscienza civile

Giornata della Memoria, tra storia e coscienza civile

Tiziana Barrella – La Giornata della Memoria, istituita dal Parlamento italiano con la legge n. 211 / 2000 e celebrata ogni anno il 27 gennaio, rappresenta un momento fondamentale di riflessione civile e storica. Essa contribuisce a rafforzare la consapevolezza di un passato doloroso, le cui lezioni devono orientare la costruzione di un futuro fondato sui valori della pace, della dignità umana e del rispetto reciproco. Si configura come uno dei principali strumenti di riflessione sul Novecento europeo e sulle sue derive totalitarie.
In un contesto internazionale segnato da conflitti armati, tensioni geopolitiche e dal riemergere di fenomeni di intolleranza e discriminazione, questa ricorrenza assume un significato che va oltre il semplice ricordo storico. La Giornata della Memoria diventa infatti un’occasione per ampliare la consapevolezza collettiva e interrogarsi sulle responsabilità individuali e sociali, al fine di impedire il ripetersi di simili tragedie.


La data coincide simbolicamente con la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. La legge riconosce ufficialmente la necessità di conservare la memoria della Shoah, delle leggi razziali, della persecuzione del popolo ebraico e di tutti coloro che furono deportati, internati e uccisi. Essa rende inoltre omaggio a quanti, mettendo a rischio la propria vita, offrirono aiuto e protezione ai perseguitati
La Shoah non costituisce esclusivamente un evento storico concluso, ma un riferimento essenziale per l’analisi dei meccanismi che possono condurre alla negazione sistematica dei diritti fondamentali. Il progressivo svuotamento della responsabilità individuale, l’assuefazione alla violenza e l’indifferenza collettiva rappresentano elementi ricorrenti nei processi di disumanizzazione, non confinabili a un’epoca specifica.
In questo senso, la memoria non può essere ridotta a una commemorazione formale. Il suo valore risiede nella capacità di orientare il giudizio etico e di stimolare una riflessione critica sul presente. La storia dimostra come il consolidarsi dei regimi totalitari sia stato favorito non solo dall’azione dei persecutori, ma anche dalla passività di ampi settori della società civile.
Accanto al ricordo delle vittime, si colloca il riconoscimento di coloro che, con scelte individuali, si opposero ai crimini dei regimi. In ambito europeo, questa prospettiva è stata rafforzata dall’istituzione della Giornata dei Giusti con la legge 2012 /17, dedicata a chi ha difeso la dignità umana opponendosi a persecuzioni, genocidi e violazioni dei diritti civili. Tale ricorrenza evidenzia come la responsabilità morale non sia prerogativa di figure eccezionali, ma possibilità concreta affidata ai singoli di migliorare la
vita di tutti anche attraverso piccoli gesti quotidiani volti al sostegno.
Il ricordo in tal modo diviene non solo un momento privo di incidenza, ma si traduce in un impegno collettivo volto a migliorare la collettività.
Preservare la memoria quindi significa riconoscere il valore universale dei diritti umani e contrastare ogni forma di discriminazione e violenza. In questa prospettiva, la memoria non si limita a guardare al passato, ma si configura come uno strumento essenziale per la costruzione di una società più consapevole e responsabile.

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Tiziana Barrella
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Pubblicista. Avvocato del Foro di Santa Maria Capua Vetere. Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Giuridico Italiano. Segue numerose attività formative per alcune Università italiane. Svolge docenza e formazione per enti pubblici, privati e università. Profiler e studiosa di criminologia e psicologia comportamentale, nonché specializzata già da anni, nello studio della comunicazione non verbale e del linguaggio del corpo, con una particolare attenzione rivolta al significato in chiave criminologica delle azioni eterolesive ed autolesive, necessarie per la redazione di un profiling.

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