Giornata mondiale delle bambine, una data dedicata ai diritti

Giornata mondiale delle bambine, una data dedicata ai diritti

Claudio Sacco

– Oggi lunedì 11 ottobre la Giornata internazionale delle bambine: più disuguaglianze e violenze, meno accesso ai diritti. Le Nazioni Unite dedicano ogni anno questa giornata alle bambine. Il miglioramento delle loro condizioni di vita coinvolge le famiglie, le comunità e la società intera. L’istituzione di questa giornata ha, infatti, lo scopo di concentrare l’attenzione sui diritti delle più piccole e sulla necessità di promuoverne l’emancipazione, sensibilizzare l’opinione pubblica sui loro diritti, sugli abusi ed ostacoli che molte di loro sono ancora costrette ad affrontare. Anche per questo 11 ottobre, il bilancio è pesante: la pandemia ha avuto conseguenze drammatiche sulla condizione delle bambine nel mondo, Italia compresa, con effetti che si faranno sentire per molti anni. Sono aumentati i casi di violenza domestica e le discriminazioni ed è in crescita l’abbandono scolastico che, per le bambine e le ragazze, si traduce spesso in matrimoni forzati, gravidanze indesiderate e lavoro domestico, perdita di diritti e povertà. La pandemia ha portato a un aumento del numero di Neet, i giovani di età compresa tra 20 e 34 anni che non lavorano, non sono iscritti all’università e non sono impegnati in altri percorsi formativi, un fenomeno prevalentemente femminile: nel 2020 il 21,5% delle ragazze tra i 20 e i 34 anni era in questa categoria, contro il 13,8% dei maschi. La pandemia ha fatto aumentare il numero dei Neet italiani, che è arrivato a toccare quota 2,1 milioni, ovvero il 23,3% del totale dei giovani in quella fascia d’età: tra le ragazze la percentuale è del 25,4 per cento. Anche le ragazze laureate e inserite nel mondo del lavoro hanno una situazione lavorativa peggiore rispetto ai coetanei maschi: sono meno occupate, hanno meno contratti a tempo indeterminato e guadagnano meno. Anche nel mondo dello sport le discriminazioni di genere sono elevate: quasi tutti i ragazzi intervistati dall’Osservatorio Sport dell’ong e OneDay Group riconoscono che esiste una disparità di trattamento, anche economico, tra gli atleti a livello professionale e il 44% delle ragazze si sente escluso dai campi da gioco per questioni di genere.

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Maria Beatrice Crisci
Maria Beatrice Crisci 7603 posts

Mi occupo di comunicazione, uffici stampa e pubbliche relazioni, in particolare per i rapporti con le testate giornalistiche (carta stampata, tv, radio e web).Sono giornalista professionista, responsabile della comunicazione per l'Ordine dei Commercialisti e l'Ordine dei Medici di Caserta. Collaboratrice de Il Mattino. Ho seguito come addetto stampa numerose manifestazioni e rassegne di livello nazionale e territoriale. Inoltre, mi piace sottolineare la mia esperienza, più che ventennale, nel mondo dell'informazione televisiva, come responsabile della redazione giornalistica di TelePrima, speaker e autrice di diversi programmi. Grazie al lavoro televisivo ho acquisito anche esperienza nelle tecniche di ripresa e di montaggio video, che mi hanno permesso di realizzare servizi, videoclip e spot pubblicitari visibili sulla mia pagina youtube. Come art promoter seguo alcune gallerie d'arte e collaboro con alcuni istituti scolastici in qualità di esperta esterna per i Laboratori di giornalismo. Nel 2009 ho vinto il premio giornalistico Città di Salerno.

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