Gli studenti del Falco e la storia del bombardamento di Grazzanise
Luigi Fusco – Il tempo, nel suo inevitabile fluire, non sempre riesce a ricucire le profonde ferite dell’animo così come del corpo, soprattutto quando queste sono causate da incontrollabili e gratuiti episodi di violenza e di crudeltà che, in un istante fors’anche infinitesimale, cancellano per sempre luoghi, affetti e persone.
La storia insegna che la sopraffazione e le guerre conducono soltanto al disfacimento dell’essere umano e del mondo ad esso circostante, ma non sempre tale “massima” sortisce un effetto tale da renderla un
valore accettato in maniera universale. Anzi, tuttora, sul globo intero è calato un ulteriore e pesante clima
di odio che contribuisce in modo eccessivo a mietere ogni giorno migliaia di morti.
Le ostilità belliche di oggi riconducono a quelle di ieri, nella sostanza così come nella forma. La fame,
l’annientamento morale e materiale e la perdita di qualsiasi principio socio-culturale rappresentano, ancora adesso, delle entità spettrali la cui grigia natura già si è palesata in altri tempi, specialmente a quando si sono affermate le guerre mondiali del Novecento.
Non bastò la morte di tanti giovani nel corso della “Grande Guerra” a sopire gli animi dei nazionalisti e degli interventisti dei “radiosi giorni di maggio” che, dopo qualche tempo, ebbero modo di riaffacciarsi alla società con nuovi slogan ed urla per dar man forte a quello che poi sarebbe diventato il secondo conflitto mondiale, così come non sono state sufficienti le nefandezze di quest’ultima a spegnere la violenza che alberga nell’animo dell’uomo post-moderno.
Si dimentica troppo spesso che fu proprio durante la Seconda Guerra che l’Italia divenne, tra il 1943 ed il
1945, teatro di scontri tra le armate tedesche e le forze alleate con la messa in scena della morte portatrice di distruzione che si esibiva gratuitamente nelle grandi città così come nei piccoli centri davanti a migliaia di spettatori inermi.
In Campania, soprattutto, sorsero in maniera incontrollata tanti tetri palcoscenici dove la rappresentazione della sofferenza e del decadimento veniva replicate più volte.
Oltre il capoluogo partenopeo, diverse furono le località della regione che crollarono a causa degli
innumerevoli bombardamenti aerei che, per uno strano scherzo del destino, giungevano dai “nuovi alleati”.
Particolarmente strategica risultò in tal senso tutta l’area del Volturno e pertanto ad esser sopraffatte
furono proprio le cittadine che da tempo immemore vi erano sorte attorno.
La prima a cadere fu Capua, il 9 settembre, poi fu la volta di Cancello ed Arnone, infine a cedere fu
Grazzanise. Dal 30 settembre al 2 ottobre, quest’ultima località venne sottoposta a violenti bombardamenti
aerei messi in atto dai velivoli da combattimento B-26 del XII Bomber Command dell’Alliance Force.
Tra fonti documentarie, testimonianze scritte ed orali e nuove ricostruzioni dei fatti, ma, soprattutto, al di
là della storia stessa, proprio presso il Comune grazzanisano, martedì 30 settembre, si è svolta la ricorrenza
dell’Ottantaduesimo anniversario del bombardamento della città con un evento che si tenuto tra l’aula
magna dell’istituto comprensivo e il Monumento ai Caduti posto in piazza Antonio Raimondo.
All’iniziativa hanno partecipato diversi relatori, tra studiosi ed autorità civili con in testa il Sindaco Enrico
Petrella, che si sono soffermati sulla necessità di ricordare sì la guerra, ma per poter poi predicare la pace.
Di spessore sono stati inoltre gli interventi dello storico Giuseppe Angelone, del presidente Cocevest
Raffaele Raimondo, del delegato Unuci Campania e presidente sezione Caserta Ippolito Gassirà e del
magistrato Francesco Nuzzo.
In tanti hanno partecipato alla manifestazione e diverse sono state le realtà associative che hanno
collaborato per la sua realizzazione. Un grosso contributo è giunto in particolar modo dagli studenti delle scuole che insistono a Grazzanise: l’istituto comprensivo, diretto dalla Preside Roberta Di Iorio, e l’Istituto
Tecnico per il settore Tecnologico “Giulio Cesare Falco” indirizzo di Agraria, Agrotecnica ed Agroalimentare, rappresentato dalla Dirigente Scolastica Dottoressa Angelina Lanna che, per l’occasione, durante il suo intervento ha evidenziato l’importanza delle fonti storiche nei processi di ricostruzione dei fatti e delle vicende, poiché rievocare il passato, seppur infausto, è un obbligo morale per l’uomo contemporaneo affinché l’istinto non prevalga sulla ragione e far sì che i “fiori della pace” vengono calpestati dalla brutalità e dall’ignoranza.
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