Guide del Novecento emergono dai fondi dell’Archivio di Stato di Caserta
Luigi Fusco – Chissà quali storie raccontavano e, soprattutto, come le raccontavano. È forse piacevole immaginarli in giro nei palazzi e nelle residenze un tempo appartenuti ai Borbone con singoli visitatori o gruppi di turisti che accorrevano da tutta l’Italia e dall’estero per ammirare i fasti monumentali ed artistici commissionati e promossi dall’ultima dinastia regnante delle Duo Sicilie. Siamo agli inizi del Novecento e l’unità nazionale era stata raggiunta da poco più di un quarantennio. Del passato restavano Regge, Chiese e sontuosi palazzi pubblici e privati, soprattutto al sud. Un patrimonio culturale immenso che andava a sommarsi con quello archeologico, il cui primato era già detenuto dagli Scavi di Pompei.
Seppur in ritardo rispetto alle tendenze europee, anche gli italiani cominciavano il loro piccolo grand tour alla scoperta dei complessi storici ed archeologici disseminati in tutta la penisola fino alla Sicilia. Fra i siti più gettonati del tempo già vi erano le residenze dei Borbone, passate nel 1861 ai Savoia, e a raccontarne la storia, così come ad illustrarne le beltà architettoniche artistiche, ci pensavano le guide: autorizzate si intende!
Nomi e volti di un tempo tanto lontano, sono quelli delle guide che abilitate a condurre visite alla Reggia di Caserta, al Palazzo Reale di Napoli, così come a quelli di Portici e di Capodimonte. Emozione Ferdinando, Milzi Giuseppe, Beneduci Efisio, Abbruzzese Pasquale, La Manna Procolo, Improta Alberto e Oreste Celentano. Sono i personaggi emersi dal fondo Direzione Provinciale della Real Casa dell’Archivio di Stato di Caserta a seguito di una recente scoperta. Al riguardo, La Direzione provinciale della Real Casa era preposta alla gestione dei beni della Corona. Tale mansione venne svolta dal 1861 fino alla consegna dei beni immobili al Demanio dello Stato, avvenuta nel 1926.
Vestiti con abiti confezionati in base alla moda dell’epoca, con cappelli di paglia, bastoni alla dandy e moustache con la punta rivolta verso l’alto, queste guide si rivolgevano ai propri clienti narrando fatti e vicende curiose e singolari che riguardavano i Borbone e i personaggi che gravitavano presso la loro corte. Chissà se la famosa leggenda dell’accecamento di Vanvitelli da parte di Carlo di Borbone affinché non potesse realizzare un’altra Reggia bella quanto la sua di Caserta non sia stata creata proprio da uno di questi personaggi. Per quanto non veritiera questa notizia, come tante altre che ancora oggi per diletto ancora si menzionano, il fascino, già al tempo, stava tutto nella narrazione, in quel modo di illustrare il passato guardando il presente per comprendere quanto importante fosse stato il contributo culturale dei Borbone. Un modo, appunto, di raccontare la bellezza che ancora oggi c’è e che è patrimonio esclusivo delle guide specializzate ed abilitate che, quotidianamente, accompagnano migliaia di turisti in giro non solo presso le storiche residenze borboniche ma anche per il resto della Campania alla scoperta di innumerevoli ed inestimabili tesori di arte, architettura ed archeologia.
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