Il bambino di Nagasaki, a Casagiove il libro di Carlo Comes

Il bambino di Nagasaki, a Casagiove il libro di Carlo Comes

(Comunicato stampa)- Saranno Daniela Borrelli e Antonio Bassolino a presentare, con l’Autore, l’ultimo libro di Giuseppe Carlo Comes, Il bambino di Nagasaki, di recente edito da L’Aperia. L’incontro, che gode del gratuito patrocinio del Comune di Casagiove, si terrΓ  al Quartiere militare borbonico di quella cittΓ , nelle sale della nuova e affascinante Biblioteca Parlante, mercoledΓ¬ 15 aprile 2026, alle ore 17.00 e sarΓ  moderato e coordinato da Lidia Luberto.
Il testo. Il bambino di Nagasaki raccoglie in volume alcuni degli articoli di G. C. Comes pubblicati in questi ultimi anni su Il CaffΓ¨, riorganizzati e in qualche caso lievemente aggiornati per realizzare un testo nel quale i temi cari all’Autore sono trattati con l’accuratezza che ne caratterizza la scrittura e la passione che da sempre ne contraddistinguono la personalitΓ  e l’opera.
Β«Scrivo perchΓ© ho bisogno di leggere in me stesso, per leggere quel che mi circondaΒ», avverte l’Autore nell’introduzione.
Β«Non scrivo per piacere, perchΓ© farlo mi costa una gran fatica, nelle ore della notte, quando il silenzio prende possesso del tempo. Non scrivo perchΓ© ho l’ambizione o la speranza di essere letto. Non cerco il successo. Scrivo per dare fastidio. Uno scritto deve scorrere nell’anima di chi lo legge come una
carta vetrata; deve stridere, non scivolare. Se non riesce in questo effetto, credo sia inutileΒ», per poi concludere Β«Scrivo ancora. Lo farΓ² finchΓ© sarΓ² in grado di farlo. Scrivo finchΓ© continuerΓ² a credere che gli umani torneranno umani, la pace soppianterΓ  per sempre la guerra, il bene l’avrΓ  vinta sul maleΒ».
L’autore. La stringatissima nota biografica in quarta di copertina del volume – Giuseppe Carlo Comes, consulente economico aziendale e city manager. Giornalista e scrittore controcorrente,
ironico, tagliente, non conformista, in cerca della libertΓ  dai pregiudizi, dai luoghi comuni, dalle veritΓ  del potere – non rende giustizia a uno scrittore che Β«ha imparato, da bambino, a leggere e a
scrivere disegnando le lettere dell’alfabeto sulle mattonelle di creta della casa del nonno con un pennello intinto nell’acqua; si Γ¨ divertito da ragazzo a scrivere su giornaletti ciclostilati locali; ha allargato i luoghi ove depositare i suoi pensieri – dai muri, ai bagni, ai dazebao – durante la contestazione sessantottinaΒ» e, con Il bambino di Nagasaki, Γ¨ arrivato alla quattordicesima presenza in libreria perchΓ©, afferma, occorre dar voce a Β«la sacrosanta indignazione per la consunzione dei valori, per l’ottuso consumismo, per la diffusa corruzione, per la gratuita e barbara violenza che connotano i nostri tempi, ma con l’entusiasmo che non rinuncia all’ironia e la speranza che battersi con coerenza e con coraggio non Γ¨ mai inutileΒ»: valori e propositi che, sempre e sa sempre, sono stati le motivazioni forti di una lunga pratica della politica vissuta come servizio e senza mai alcun tornaconto personale.

About author

You might also like